Italia, c’è la prima vittima: fate molta attenzione a questi sintomi (2 / 2)

Aveva 81 anni Adriana Meneghelli, nota per essere la prima vittima del 2025 del virus West Nile in Veneto. La donna, residente in provincia di Rovigo e affetta da diverse patologie pregresse, aveva manifestato nei giorni scorsi febbre alta e sintomi neurologici, che ne hanno reso necessario il ricovero il 22 agosto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo.

Dagli accertamenti medici è emersa una forma neuroinvasiva dell’infezione, evoluta rapidamente in encefalite. Nonostante le cure, la situazione è precipitata e il decesso si è verificato nel giro di 24 ore. I funerali di Meneghelli si sono svolti il 26 agosto, nella comunità locale ancora scossa dalla notizia.

L’Italia rimane il paese europeo maggiormente colpito dal virus West Nile. Secondo i dati più recenti diffusi dall’Ecdc – il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle patologie – oltre l’80% dei 335 casi registrati complessivamente in otto Paesi Ue riguarda la Penisola, con un bilancio di nove decessi confermati.

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Tra gli ultimi casi notificati ci sono due nuove infezioni: una in Sardegna, a Oristano, e un’altra a Perugia. La donna umbra, secondo le autorità sanitarie, avrebbe contratto il virus durante un soggiorno in un’altra regione, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, dove si erano già verificati episodi simili. Le regioni più colpite finora sono Campania e Lazio, considerate i principali focolai di questa stagione.

La West Nile Disease, o febbre del Nilo Occidentale, è una patologia virale trasmessa dalle zanzare del genere Culex. L’uomo è considerato un ospite terminale: l’infezione può verificarsi solo attraverso la puntura di una zanzara che ha precedentemente morso un uccello già infetto, vero serbatoio naturale del virus.