L’Italia ha una pericolosità sismica medio-alta. Le aree più a rischio sono soprattutto le Alpi orientali e la la catena appenninica, fino alla Sicilia. Per questi motivi, l’opinione pubblica italiana è molto sensibile a simili tematiche, anche per aver provato sulla propria pelle le conseguenze di simili eventi.
L’attività sismica nell’area del Parmense continua senza tregua, causando scosse di terremoto da diversi giorni nella zona a sud di Parma verso l’Appennino. Nella notte scorsa, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rilevato una serie di quattro scosse in pochi minuti, tutte concentrate tra Felino e Calestano, sebbene di magnitudo relativamente bassa, compresa tra 2.2 e 2.5.
Gli epicentri di queste scosse sismiche si trovano in Emilia Romagna, nella provincia di Parma. Gli esperti geologi dell’Ordine dell’Emilia-Romagna hanno attribuito tali fenomeni sismici al movimento verso nord-est dell’Appennino, ma non è possibile prevedere la durata di questa attività.
In particolare, la notte precedente è stata registrata una scossa di magnitudo 3.1 vicino a Langhirano, mentre preoccupa la frequenza delle scosse avvertite dalla popolazione, inclusa una di magnitudo 3.8 sentita anche nelle città di Parma e Reggio Emilia mercoledì scorso.
L’Appennino in movimento verso nord-est, come spiegato dal presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia Romagna, Paride Antolini, sembra non voler dare tregua. Ieri la scossa più elevata è stata di magnitudo 3.8, avvertita dalla popolazione, che ormai sta imparando a conviverci, anche se la preoccupazione c’è. Tanti i commenti sui social, alcuni dei quali sono stati riportati da ‘Il resto del Carlino’: “Fidenza sentita forte e chiara”, “Sentita molto bene al pian terreno”, “Una bella botta, Parma, zona Vigheffio”, “Sentita anche a Reggio”, “Era bello forte questo”, “Questo l’ho sentito anche in centro città a Parma”.