L‘influenza suina, purtroppo, ha provocato, nella giornata di ieri, lunedì 8 gennaio, un decesso all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di un paziente 47enne, ricoverato in gravissime condizioni, da diversi giorni, nel reparto di rianimazione, sino a che il suo cuore non ha retto. Questo non è l’unico triste dato, dal momento che, lungi dal voler creare allarmismi, vige il dovere di corretta informazione.
Sono in tanti coloro che vogliono ricevere aggiornamenti sullo stato attuale della patologia. Da quanto emerso, tre persone sono ricoverate per la polmonite interstiziale che ha provocato in essi una grave forma di insufficienza respiratoria, causata dal famigerato H1N1 di tipo A. In particolare una donna è in condizioni molto critiche e, in generale, i quadri clinici più complessi, comportano la sottoposizione del paziente all’Ecmo, il macchinario della circolazione extracorporea.
In tanti, dato l’aumento dei casi di influenza suina, legati al nuovo virus A/H1N1, si chiedono quali sono i sintomi cui prestare attenzione. Gli esperti fanno sapere che essi sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale.
Con un click, sui siti medici specializzati, possiamo leggere il lungo elenco sintomatologico dell’influenza suina: febbre, sintomi respiratori come tosse o naso che cola, mal di gola. Possono aversi dolori in particolare ai muscoli, mal di testa, brividi, affaticamento, vomito o diarrea. In alcuni casi, potrebbero verificarsi complicazioni gravi anche in persone infettate dal virus che generalmente sono considerate sane.
Quanto alla modalità di diffusione, i medici ricordato che avviene da persona a persona tramite le goccioline contenute nello sternuto o nel colpo di tosse di una persona infetta. Indirettamente, la trasmissione avviene per contatto indiretto con mani o superfici che vengono a contatto con la bocca o il naso di altre persone. Il periodo di incubazione è di 1-7 giorni e, al momento, non esiste un vaccino efficace. Utili si rivelano i farmaci antivirali come gli inibitori della neuramminidasi, che possono attenuare la sintomatologia, accorciando il decorso della patologia.