Al centro del dibattito, come ogni anno, spicca soprattutto il nodo pensioni. Quella dei pensionati è una delle categorie più colpite dalla crisi, costretti a far fronte agli aumenti dei costi dei beni di prima necessità con pensioni basse. Per fortuna il governo è intervenuto aumentando la perequazione, cioè la rivalutazione delle pensioni, del 5,4%. Nello specifico, la pensione minima 2024 sale ad € 598,61 e l’assegno sociale arriverà ad € 534,40.28.
Grande delusione, invece, per la mancata introduzione di quota 41, ci sarà semplicemente una proroga di quota 103, quanto già stabilito nella precedente legge di bilancio. “Quota 41 resta un obiettivo di questa legislatura. Ci arriveremo gradualmente, ma intanto il percorso, come avevamo chiesto, è già iniziato. Molto probabilmente per il prossimo anno verrà confermata quota 41 con il paletto dei 62 anni (Quota 103)“- ha dichiarato il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon.
Il sottosegretario ha poi aggiunto come la priorità sia quella di “sostenere i lavoratori e i pensionati in difficoltà che più di altri hanno sofferto per colpa di un’inflazione che ha aggredito i salari delle famiglie italiane. Cercheremo di allargare il più possibile la platea per sostenere gli assegni bassi”.
Buone notizie, invece, per quanto riguarda Opzione donna: quasi sicuramente, sarà stabilita l’estensione a 58 anni per le 3 categorie di lavoratrice interessate dall’agevolazione anche nel caso in cui non abbiano figli. Ricordiamo che fino allo scorso anno era possibile accedere alla pensione a 58 anni solo per le lavoratrici con 2 figli.
Grande disappunto dei sindacati, che hanno denunciato le promesse non mantenute da parte di questo governo. “Ormai si sta rendendo esplicito che le promesse che questo governo ha fatto in campagna elettorale oggi non stanno in piedi. La realtà è che sulle pensioni il governo non ha intenzioni di cambiare nulla, stiamo tornando alle visione peggiore della legge Fornero” – ha commentato il leader Cgil Maurizio Landini in un’intervista a La Stampa.