Nel pomeriggio del 5 giugno, un passante ha notato un uomo, Rexal Ford – cittadino statunitense di 46 anni – in stato confusionale mentre si aggirava in largo Benedetto Cairoli con una bambina in braccio. L’uomo aveva con sé una bottiglia e appariva in evidente difficoltà.
Secondo quanto riferito dal testimone, avrebbe persino appoggiato la piccola su uno scooter parcheggiato, segno di un comportamento quantomeno incauto. La bambina indossava un vestitino rosa, lo stesso poi ritrovato in un cestino non lontano da Villa Pamphili.
Le indagini coordinate dalla Procura di Roma hanno portato a ipotizzare che Ford si trovasse da diversi giorni con la bambina e una donna che lui stesso aveva identificato come sua compagna. Entrambe sono state poi ritrovate prive di vita nella zona verde della capitale. Cosa ha raccontato il testimone?
“Ubriaco, barcollante, con una bottiglia di vino in una mano e la bambina in lacrime sull’altro braccio”, ha riferito agli inquirenti. Un racconto fondamentale per ricostruire la dinamica dei fatti. Gli inquirenti ritengono che l’uomo abbia agito con l’intento di ostacolare le indagini, lasciando pochi elementi utili all’identificazione.
Dai documenti giudiziari emerge una personalità instabile e incline a comportamenti aggressivi, confermati da precedenti segnalazioni anche all’estero. In Italia, già il 3 giugno, Ford era stato soccorso nei pressi di Campo de’ Fiori in presenza della donna, che cercava di prendersi cura di lui in condizioni precarie. Le indagini proseguono per chiarire pienamente le responsabilità e ricostruire ogni passaggio della vicenda.