“Il regalo di Natale”. Mamma e figlia avvelenate, il sospetto agghiacciante (1 / 2)

“Il regalo di Natale”. Mamma e figlia avvelenate, il sospetto agghiacciante

Pietracatella è un borgo dove il tempo sembra scorrere lento, scandito dai rintocchi della chiesa e dalle tradizioni contadine. Ma la mattina del 24 dicembre, la vigilia che doveva essere di festa si è trasformata in un incubo silenzioso. Antonella Di Ielsi, 58 anni, e sua figlia Sara Di Vita, di soli 31, sono state trovate senza vita nella loro abitazione.

Non c’erano segni di effrazione, né tracce di violenza fisica: solo un silenzio irreale che avvolgeva le due donne, colte da un destino tanto improvviso quanto inspiegabile. Antonella era una donna stimata, colonna portante della famiglia, mentre Sara, giovane e piena di progetti, rappresentava il futuro. Chi le conosceva descrive un legame simbiotico, spezzato in una fredda notte dicembrina dopo quella che sembrava una normalissima cena in famiglia. La vicenda ha colpito al cuore la piccola comunità molisana, lasciando i vicini e i parenti in uno stato di shock incredulo: com’è possibile che madre e figlia siano svanite nel nulla contemporaneamente, senza un grido d’aiuto?

Le indagini si sono concentrate immediatamente sulle ultime ore di vita delle due donne. La sera del 23 dicembre avevano cenato insieme, un rito quotidiano che quella volta si è rivelato fatale. Inizialmente si era ipotizzata una fuga di gas o un’intossicazione da monossido di carbonio, ma i rilievi dei Vigili del Fuoco hanno escluso anomalie nell’impianto di riscaldamento. Il sospetto si è spostato rapidamente nel piatto: qualcosa che hanno ingerito ha agito come un interruttore spietato, spegnendo le loro vite nel giro di poche ore.

L’autopsia e i primi esami tossicologici hanno scosso gli inquirenti. Non si è trattato di un banale botulino o di un fungo velenoso raccolto per errore. Nel  flusso ematico  di Antonella e Sara sono state rinvenute tracce di una sostanza pericolosissima: la ricina. Un veleno d’altri tempi, raffinato,  che non lascia scampo se ingerito in dosi significative. Da quel momento, il caso è passato a fascicolo per delitto, aprendo uno scenario da romanzo giallo che nessuno avrebbe mai voluto scrivere tra le mura di Pietracatella.

Sul caso di mamma e figlia avvelenate,  spunta ora un sospetto agghiacciante, quello del “regalo di Natale”. Vediamo insieme cosa è emerso nella pagina successiva.