Il programma Report finisce nei guai: "Testimoni inattendibili" (2 / 2)

Il programma di Sigrido Ranucci, Report, è finito nel mirino del partito Fratelli D’Italia, molto risentito rispetto alle 2 inchieste mandate in onda nel corso dell’ultima puntata. Dai vertici del partito di Giorgia Meloni piovono pensati accuse nei confronti di Report che, a loro dire, avrebbe montato delle inchieste ad arte per danneggiarli.

Si tratta, in particolare, di quella sul presidente del Senato Ignazio La Russa e sul padre di Giorgia Meloni. La prima riguarda il cosiddetta ‘La Russa Dinasty’, una vicenda risalente ai primi anni 90′ e che coinvolgerebbe dei parenti del presidente del Senato. A tal proposito, nell’interrogazione di Fratelli d’Italia si legge: “Nel tratteggiare i contorni della questione viene intervistato un ex colonnello dei carabinieri, Michele Riccio. Il quale racconta di aver saputo da un suo informatore mafioso che Cosa nostra, nel 1994, avrebbe dato indicazione di votare per Forza Italia e per Antonino e Vincenzo La Russa. Preme rilevare che, già in sede di celebrazione del noto processo sulla ‘Trattativa Stato-Mafia’, il testimone intervistato è stato giudicato inattendibile dalla magistratura”. 

Quanto, invece, all’inchiesta sul padre della Meloni, si mette in evidenza il credito dato da Report ad un’altra testimonianza giudicata inattendibile: “Tra gli intervistati compare il pentito di Camorra Nunzio Perrella, il quale rivela un presunto legame tra Franco Meloni, padre di Giorgia Meloni, e il boss camorrista Michele Senese, con cui avrebbe avuto un incontro a Nettuno nel 1992. Nondimeno, il pentito intervistato è considerato non attendibile da ben due magistrati, ossia l’ex Procuratore nazionale antimafia di Bologna Roberto Pennisi e l’ex Procuratore capo di Brescia Sandro Raimondi, come svela un documento pubblicato da Il Giornale il 16 gennaio 2024”. 

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I parlamentari di Fratelli d’Italia hanno risposto firmando una interrogazione dai toni particolarmente duri in commissione di Vigilanza Rai, dove viene contestata la violazione dell’articolo 6 del contratto di servizio Rai che prevede “la presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale da favorire la libera formazione delle opinioni”.

Inoltre, sempre in questa sorta di invettiva contro Report, si fa riferimento “all’espresso divieto di utilizzare metodologie e tecniche capaci di manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto delle informazioni”. L’interrogazione si conclude chiedendo l’intervento immediato della presidente della Rai Marinella Soldi e dell’amministratore delegato Roberto Sergio.