Il papà di Aurora lascia la casa circondariale di S. Maria C.V. (2 / 2)

Secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione dei genitori della piccola Aurora Savino, deceduta il 2 settembre scorso ad appena 45 giorni di vita.

Dopo il no alla revoca delle ordinanze di custodia cautelare, da parte del gip Maria Pasqualina Gaudiano, anche il tribunale della Libertà ha, dunque, rigettato le richieste presentate dagli avvocati Davide Pascarella, difensore della 19enne Anna Gammella, e Carlo Perrotta che assiste, invece, Emanuele Savino.

Manca solo l’ufficialità ma, visto che il ricorso è stato discusso dai due legali lo scorso venerdì, se ci fosse stato un esito positivo, il Riesame avrebbe reso pubblico il dispositivo in tempi limitati. Quelle che sono le procedure tipiche del tribunale della Libertà fanno, infatti, ritenere ai due avvocati difensori che l’istanza sia stata, dunque, respinta.

Nel frattempo però si è appreso che lo stesso Emanuele Savino abbia lasciato pochi giorni fa il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere dove era recluso ed è stato trasferito in quello di Salerno, per ragioni a quanto pare interne al Dap.

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I due come si sa sono stati fermati nella giornata del 14 novembre nella loro abitazione di Santa Maria a Vico. I due hanno negato tutte le responsabilità sin dai primissimi momenti del loro fermo, e continuano a professare la loro innocenza.

Nelle prossime ore, o nei prossimi giorni, si potranno conoscere ulteriori dettagli su questa vicenda che ha sconcertato tutta la comunità campana e non solo. Continuano le indagini da parte degli inquirenti per capire anche perchè i due avrebbero tolto la vita alla bimba. La vicenda in questione continua a tenere altissima l’attenzione della pubblica opinione.