Il killer Emanuele De Maria, la scoperta choc prima di togliersi la vita (1 / 2)

Il killer Emanuele De Maria, la scoperta choc prima di togliersi la vita

Il caso di Chamila Wijesuriya ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana, portando alla ribalta un nuovo caso di femminicidio. De Maria, 35 anni, era detenuto nel penitenziario di Bollate per un delitto commesso nel 2016 e stava usufruendo di un permesso di lavoro esterno presso l’hotel Berna di Milano.

Venerdì 9 maggio 2025, è stato visto per l’ultima volta in compagnia di Chamila Wijesuriya, 50enne collega di origine cingalese, mentre passeggiavano nel Parco Nord. Il corpo senza vita di Chamila è stato ritrovato due giorni dopo nel Parco Nord.

La mattina successiva, sabato 10 maggio, De Maria è riapparso nei pressi dell’hotel Berna, dove ha aggredito con una lama un altro collega, Hani Fouad Abdelghaffar Nasra, accusandolo di aver interferito nella sua relazione con Chamila. Nasra è stato colpito da cinque fendenti ma è miracolosamente sopravvissuto.

Il triste epilogo si è consumato domenica 11 maggio, quando De Maria si è tolto la vita lanciandosi dalle terrazze del Duomo di Milano. È stato riconosciuto grazie ai tatuaggi e a una fotocopia del documento d’identità trovata nelle sue tasche. Questo caso ha sollevato interrogativi sul sistema dei permessi di lavoro per i detenuti e sulla valutazione del rischio di recidiva.

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De Maria era considerato un detenuto modello, protagonista di un percorso di reinserimento lavorativo che sembrava promettente. In queste ore è emerso un ulteriore dettaglio su quanto accaduto al killer poco prima di perdere la vita. Scoperta da brividi: ecco tutti i dettagli nella pagina successiva.