Secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale le auto con a bordo il gip Benedetta Vitolo e il pm Andrea Petroni hanno raggiunto la casa circondariale di Verona attorno alle 10 del 28 novembre e sono andate via circa mezz’ora dopo.
Nella casa circondariale c’era anche ovviamente l’avvocato Caruso, che segue adesso Turetta. E proprio forse assieme al suo legale Turetta avrebbe preso la decisione che si è palesata dinanzi ai magistrati nella giornata odierna.
Una strategie che nessuno si sarebbe aspettato. Come ricordiamo Turetta alle autorità tedesche aveva deciso di confessare il delitto, ma nella giornata del 28 novembre, dinanzi alle autorità italiane ha deciso di non rispondere alle domande del gip.
“Una strategia difensiva che potrebbe essere stata concordata con il legale per poter dargli il tempo di studiare gli atti di indagine dell’inchiesta, atti che l’avvocato ha potuto avere solo ieri. L’indagato potrebbe aver detto solo qualche frase, potrebbe aver fatto solo qualche dichiarazione spontanea”- così scrive il quotidiano Repubblica.
Stando all’ordinanza cautelare, lo studente veneto è accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva terminata e di sequestro di persona. Sono accuse ovviamente gravissime. Il gip ha confermato la misura cautelare in casa circondariale e giudica molto efferato il delitto commesso da Filippo
Nelle prossime ore si potranno conoscere sicuramente altri dettagli circa la decisione di Filippo di non rispondere alle domande del gip. Staremo a vedere che cosa succederà nei prossimi giorni. Turetta rischia dai 24 ai 30 anni di reclusione, ovvero l’ergastolo, per aver tolto la vita a Giulia Cecchettin.