Il bomber italiano torna a fare il muratore: "Ne sono orgoglioso" (2 / 2)

Chi segue il calcio, o comunque chi è appassionato di questo sport, ricorderà sicuramente la figura di Christian Riganò. Si tratta di uno dei bomber più forti che siano mai apparsi nel nostro massimo campionato e che nella sua carriera ha segnato oltre 500 gol in pocò più di 300 partite.

Egli faceva parte del calcio di una volta, dove non si guadagnavano certamente cifre astronomiche ma comunque si prendeva uno stipendio abbastanza alto. Si sa che nel professionismo gli stipendi sono molto diversi dal livello amatoriale.

Riganò ha cominciato dal basso. Prima di arrivare nel professionismo ha cominciato dai dilettanti, per poi passare alla serie C. Di giorno faceva il muratore, mentre il pomeriggio correva al campo ad allenarsi assieme ai suoi compagni di squadra. Ma è l’arrivo al Taranto che gli svolta la carriera.

“Ero al Taranto. Mi chiamò Giovanni Galli, chiedendomi di andare alla Fiorentina, che era finita in C2 dopo il fallimento di Cecchi Gori” – questo il racconto di Riganò al Corriere della Sera, dove ha ricordato tutti i momenti salienti della sua vita.

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“Alla prima telefonata riattaccai, pensavo fosse uno scherzo” – queste le parole di Riganò, che continua così il suo racconto. Adesso egli ha preso una decisione molto particolare, visto che in questo periodo non ha ricevuto proposte per allenatore da nessuna squadra.

“Diciamo che avevo lasciato questo mestiere a tre quarti, nemmeno a metà . Io sono questo: amo costruire e riparare le cose. Così, non avendo avuto chiamate per allenare sono tornato a fare il mio lavoro” – queste le parole dell’ex bomber, che oggi è quindi tornato a fare il muratore, che poi ha precisato. ” Sì, ho guadagnato bene e ne sono felice. Nella mia intera carriera, però, ho incassato quanto molti giocatori di media fascia oggi guadagnano in due tre mesi. Così, poi, bisogna tornare a lavorare”.