I benefici del Friluftsliv, gli scandinavi da sempre ne sono sostenitori

Questo termine quasi sembra uno scioglilingua, in realtà si tratta di riscoprire la bellezza di vivere all'aria aperta e pare essere uno stile di vita che i norvegesi adottano ben volentieri per ricavarne benefici sulla salute. Scopriamone di più

I benefici del Friluftsliv, gli scandinavi da sempre ne sono sostenitori

Un tempo, le aggregazioni sociali e culturali avvenivano quasi prevalentemente all’aperto. Basti pensare al teatro greco, la cui struttura architettonica era rigorosamente, è lo è ancora ai giorni nostri, a cielo aperto, caratterizzata da gradinate disposte a semicerchio e in modo inclinato, per consentire a ogni spettatore di vedere il palco.

Ritornando al concetto di Friluftsliv, possiamo dire che tale termine venne diffuso per la prima volta dal drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, che raccontà la storia di un uomo desideroso di rimanere in solitudine per poter riflettere meglio, in modo chiaro e profondo, sul proprio futuro.

La filosofia dello Friluftsliv si concentra sul principio di “apertura” e quello di “chiusura”. Sul principio di “apertura”, questa filosofia si basa su una forte predisposizione alla curiosità. In effetti il senso di apertura si collega a uno spirito curioso, inteso come voglia di conoscere, apprendere ed esplorare. Dunque nel momento in cui si esce da uno spazio chiuso si apre davanti a noi un modo di nuove conoscenze e possibilità.

Estremizzando, si potrebbe affermare che uscire dalla metropoli aiuta a salvarsi e trovare un lavoro da poter svolgere all’aria aperta, lontani da spazi limitati come quello dell’ufficio, potrebbe apportare i suoi benefici sia per la mente che per il corpo.

Grazie allo smart working, aumentata per effetto della pandemia, è possibile lavorare ovunque, purchè si abbia a disposizione una connessione internet stabile, oltre che strumenti tecnologici efficenti per lavorare a distanza. Applicare il concetto di Friluftsliv allo smart working è semplice: grazie a un computer è possibile lavorare 2 o 3 ore al giorno in giardino, in un parco o in qualsiasi luogo aperto, dove sia possibile concentrarsi senza distrazioni.

Questa filosofia coinvolge anche vari progetti educativi, che si basano proprio sulla riscoperta di una vita a contatto con la natura. Un esempio è il progetto delle Aule Natura in Italia, promosse dal WWF, che consiste nell’avvicinare i giovani alle pratiche ecologiche, sensibilizzandoli su varie questioni come il riscaldamento globale del pianeta, l’inquinamento ecc, ma non solo anche promuovere la costruzione di strutture verdi, in grado di supportare la diattica, garantendo ampi spazi di studio, ma non solo il progetto prevede la realizzazione di siepi, giardini e ambienti dove accogliere flora e fauna.

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