Affetto da autismo, il bambino potrebbe essersi rifugiato spontaneamente in un’area riparata, rimanendo immobile per diverse ore. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto, smontando interpretazioni fuorvianti e focalizzandosi su dati concreti. Il ritrovamento è avvenuto in una zona vicina a quelle già oggetto di perlustrazione, ma che non era stata esplorata a fondo.
Le tracce individuate dai cani molecolari avevano indirizzato le ricerche in quella direzione già nella notte tra sabato e domenica. Decisivo è stato anche il contributo dello psicologo Roberto Ravera, che ha ipotizzato che il bambino, in una situazione di forte stress emotivo, potesse cercare un rifugio sicuro come un anfratto o un cunicolo.
Una teoria che ha trovato riscontro nella realtà, poiché il piccolo si trovava effettivamente in un luogo appartato, forse paralizzato da un meccanismo di difesa psicologica. Parallelamente al lieto fine, però, le indagini hanno preso una piega più complessa sul fronte penale.
Un uomo, Pierluigi Dell’Anna, risulta indagato per omissione di soccorso: secondo quanto emerso, avrebbe incrociato il bambino in almeno due occasioni dopo la sua scomparsa, ma non avrebbe allertato le forze dell’ordine. Dell’Anna è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, e la sua auto è stata sequestrata per ulteriori accertamenti.
Il suo legale, l’avvocato Giampiero Martini, ha dichiarato che l’assistito ““Il mio assistito è tranquillo, anche se ha sofferto molto perché non veniva creduto. Al momento, gli investigatori non avanzano ipotesi ulteriori, ma si concentrano sulla possibile responsabilità legata all’omesso intervento durante le prime ore cruciali della scomparsa.