Cosa succederà ora a Filippo Turetta? Secondo la portavoce della stazione di polizia di Halle, Ulrike Diener, a decidere sul destino del 22enne e sul suo rimpatrio saranno i Tribunali della Sassonia-Anhalt. Sarà fondamentale, a tal proposito, la collaborazione tra Italia e Germania per riportare in patria Turetta in tempi brevi
“Grazie alla collaborazione tra le nostre forze dell’ordine e quelle tedesche è stato arrestato questo giovane e credo che entro 48 ore sarà in Italia per essere processato», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Gli fa eco il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ostenta lo stesso ottimismo: “Penso che sarà questione di pochissimi giorni. Si tratta di un delitto commesso da un italiano in Italia, a danno di una cittadina, quindi non ci sono problemi di estradizioni o di rogatorie internazionali…”.
Più realistico, invece, l’approccio dell’avvocato del giovane Emanuele Compagno, il quale ha parlato invece di una quindicina di giorni necessari per riportare il suo assistito in Italia. In queste ore il legale ha spiegato come ad accorciare i tempi è stata un importante decisione presa dal suo assistito nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto.
“Ha acconsentito ad essere estradato in Italia“- ha dichiarato il legale, aggiungendo come in un paio di settimane si dovrebbe completare l’iter per il suo rimpatrio. Sarà un team della polizia giudiziaria italiana che andrà a prenderlo in Germania e a riportarlo in patria, per eseguire l’ordine di custodia cautelare nella casa circondariale per l’accusa di omicidio.
L’Italia sta cercando il più possibile di velocizzare i tempi, completando in tempi rapidi la traduzione in tedesco del mandato di cattura internazionale e inviandola alle autorità tedesche. A quel punto Turetta sarà messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che procederà ad interrogarlo e a chiarire i punti oscuri di questa torbida vicenda, in particolare se ci sia stata o meno premeditazione.