Gufi o allodole: come svegliarsi con il sorriso

Iniziare la giornata con il sorriso può cambiarla in meglio; che siate gufi o allodole, ecco alcuni consigli per svegliarsi riposati e positivi.

Gufi o allodole: come svegliarsi con il sorriso

C’è chi al mattino si sveglia e si alza riposato ed in piena forma e chi, invece, fatica ad ingranare fino a metà mattina. Per entrambe le categorie, però, esistono alcuni semplici accorgimenti che favoriscono un buon inizio di giornata, lontano da intrattabilità e scarsa energia. Il cronotipo è una caratteristica degli esseri umani che indica il momento della giornata in cui essi sono più attivi; pittoresticamente ci si riferisce ad essi con i termini gufi o allodole, dove i primi, rappresentati dall’uccello notturno per eccellenza, sono quelli che amano andare a letto tardi, mentre i secondi sono quelli che si svegliano presto e sono più attivi nella prima parte della giornata.

Coloro che si riconoscono nel ritmo del gufo possono provare a migliorare i propri impegni mattutini cercando di non eccedere con essi, rispettando il proprio bisogno delle ore di sonno. Le allodole, invece, possono sfruttare al massimo le prime ore della giornata, concentrando gli impegni in quel periodo, assecondando così il bisogno di riposo serale.

I fenomeni legati al ritmo circadiano sono stati studiati recentemente dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca, insieme ai ricercatori delle Università di Bologna e dell’Aquila. Dagli studi è emerso che nei primi minuti dopo una dormita, la corteccia cerebrale presenta una notevole diminuzione dell’attività elettrica, quella che caratterizza lo stato di veglia vigile. Un senso di stanchezza e di scarsa attenzione durante i primi dieci minuti dopo essersi svegliati, quindi, è da ritenersi del tutto normale.

Consigli per iniziare bene la giornata

Svegliarsi in dolcezza

La cosa più odiosa del mattino è il trillo della sveglia che suona insistentemente, strappandoci bruscamente al sonno. Al fine di rendere tale momento meno difficile è possibile scegliere una suoneria più gradevole, in grado di svegliarci seppur in modo graduale; sono consigliate canzoni preferite, suoni della natura oppure brani di musica classica. E’ importante, continuano gli esperti, alzarsi pochi minuti dopo la sveglia, posponendola al massimo un paio di volte: ritardando il momento di alzarsi troppo a lungo, infatti, fa sentire più stanchi; meglio quindi dormire bene fino all’ultimo.

Sfruttare la luce

La luce del sole è il segnale più naturale per alzarsi, fin dall’antichità. Qualora non sia possibile rispettare i tempi naturali del sole, sia perchè d’inverno sorge dopo, sia perchè si dorme con le persiane chiuse, è possibile utilizzare un temporizzatore: esso, all’ora impostata, accende una luce possibilmente soffusa, dentro la stanza disturbando il sonno profondo ed inducendo ad alzarsi.

Impostare tempi giusti

A rendere sgradevole il risveglio, spesso, è anche la fretta. E’ consigliato quindi scegliere un tempo adatto per prepararsi con calma alla giornata da affrontare: toilette, buona colazione e magari una chiacchierata piacevole o una passeggiata, suddividendo le mansioni meno amate durante la seconda parte della giornata.

Risveglio muscolare

Infine, soprattutto per chi, come le allodole, si sveglia presto ed è attivo dal primo istante, è consigliato svolgere dell’attività fisica. Anche se non si vuole eccedere, qualche semplice esercizio di stretching è in grado di distendere la muscolatura e liberare le endorfine.

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Laura Filippi

Cosa ne pensa l'autore

Laura Filippi - I primi segni di interesse verso i ritmi del sonno si sono presentati già nel XX secolo, quando il professore Kleitman ipotizzò nel suo libro l'esistenza di un ciclo di sonno/veglia. Oggi, grazie ai numerosi studi che sono stati fatti negli anni, le conoscenze sono molto più estese ed è possibile, quindi, ricevere degli interessanti consigli dagli esperti.

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