Giulia Tramontano, la confessione della vicina di casa (2 / 2)

Giulia Tramontano aveva da poco avuto un incontro chiarificatore con la seconda donna, la seconda fidanzata del suo compagno, anche lei rimasta incinta, ma che aveva interrotto la gravidanza. Una scoperta agghiacciante per la 29enne, quella del tradimento di colui con cui stava per avere un bambino.  Sin da quando l’identikit della ragazza si è iniziato a diffondere a mezzo stampa, tutti gli italiani hanno sperato che potesse, presto, essere ritrovata sana e salva.

Una vicina di Giulia, ha rilasciato  delle dichiarazioni a Pomeriggio 5, il talk show condotto da Barbara D’Urso. La donna ha dichiarato di aver visto il barman 30enne Alessandro Impagnatiello (reo confesso),  dopo la denuncia della scomparsa della compagna. Queste le sue parole:  “L’ho visto ieri, piangeva era disperato. Mi ha detto che domenica mattina era andato a lavorare presto. Quando è tornato a casa non l’ha più ritrovata e ha fatto la denuncia. Poi è scoppiato in lacrime e non ho fatto il più domande“.

Mi sembrava sincero”, ha aggiunto la donna.  La famiglia della 29enne, di origini napoletane, che da 5 anni viveva a Senago, in provincia di Milano, ha sempre creduto che con la scomparsa di Giulia centrasse la grande delusione avuta dalla scoperta del tradimento da parte del  fidanzato, dal quale aspettava un figlio.  Tutto si è fatto chiaro, definitivamente e in modo davvero tremendo, nella notte.

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Alessandro Impagnatiello,  come barman all’Armani Cafè di Via Manzoni a Milano, è stato arrestato dopo le molte incongruenze nel racconto di cosa è accaduto sabato, l’ultimo giorno in cui Giulia è stata vista viva. “Mi sento turbata” aveva scritto la povera Giulia nell’ultimo Whatsapp, dopo aver scoperto il tradimento e la vita parallela di Alessandro. Il contenuto del cellulare della povera Giulia è attualmente al  vaglio degli investigatori,   in quanto quel messaggio potrebbe essere stato scritto proprio da Impagnatiello.

Il corpo senza vita della 29enne  è stato trovato verso l’ una di notte nell’intercapedine di alcuni box in Via Monte Rosa, a Senago, hinterland di Milano, dove la coppia conviveva.  Secondo quanto riportato da Repubblica,  al momento del ritrovamento, il corpo di Giulia aveva segni di bruciature. Decisive per incastrare l’uomo,  le tracce ematiche trovate nell’appartamento in cui viveva la coppia.