Sabato pomeriggio, 27 maggio, l’amante e Giulia si sono incontrate all’Armani Bamboo, per chiarirsi. Nelle ore successive, l’amante, preoccupata per la Tramontano, le ha scritto, solo che a risponderle non era più Giulia ma proprio Alessandro Impagnatiello, in quanto la 29enne era già stata accoltellata fatalmente dal compagno. L’altra donna di Impagnatiello, un’italo-inglese, è stata sentita tra lunedì e martedì dai carabinieri, cui ha raccontato tutto, molto dettagliatamente.
La donna ha dichiarato: “Con Giulia ci siamo parlate e confidate” e trovate d’accordo sul fatto che Alessandro Impagnatiello “ci avesse mentito a entrambe. “Se hai problemi vieni a casa mia”, avrebbe detto proprio lei, 23enne, amante a sua insaputa, a Giulia, durante l’incontro chiarificatore avvenuto sabato alle 17:00. Preoccupata per Giulia, le avrebbe mandato dei messaggi in serata ma a risponderle era Alessandro, che aveva già tolto la vita a Giulia. Un tono diverso da quello che, faccia a faccia, aveva avuto con Giulia, quello dei messaggi su Whatsapp, in cui Impagniatiello, sostituendosi a Giulia, ha scritto all’amante : “Lasciami in pace, ti ho mentito”.
L’amante ha raccontato ai carabinieri di come e ha appreso del test del Dna per il figlio in arrivo da Tramontano che Impagnatiello avrebbe “falsificato” con l’obiettivo di convincerla della sua non paternità, ha detto di averlo conosciuto nell’estate del 2022 e di aver avuto una relazione con lui fino a qualche settimana fa, di esser rimasta incinta di Impagnatiello ma di aver deciso, “di comune accordo” con Alessandro, di abortire, perché non si sentiva pronta per essere madre.
Solo dopo tutto questo, ha scoperto dell’esistenza di Giulia, scoprendo, sul cellulare di Impagnatiello, delle foto dei due in vacanza a Ibiza. Lui le aveva detto di aver fatto quel viaggio da solo. Prima bugia di una lunga serie, dal momento che, dopo averlo visto accanto a Giulia, col pancione, il barman le avrebbe mostrato il test del Dna falsificato, sostenendo che Giulia avesse problemi psichiatrici e che era costretto a starle vicino per evitare che si facesse del male. Bugie su bugie, insomma, quelle dette da Alessandro all’amante, fino all’incontro chiarificatore, avvenuto sabato pomeriggio e durato poco meno di due ore. L’amante, preoccupata, ha iniziato a inviare messaggi Whatsapp a Giulia, fino a quando, nei messaggi tra le 20.30 e le 21.50, ossia nella fascia oraria in cui, per gli inquirenti, Giulia era già stata accoltellata fatalmente, dal cellulare della vittima ha ricevuto risposte come “non essere stata sincera con lei” e di “lasciarla in pace” (a scrivere era Impagnatiello) .
La 23enne ha cercato di mettersi in contatto con Alessandro che le ha risposto solo alle 23.29, sostenendo che Giulia era a letto, per poi cambiare versione, dicendo che si trovava da una sua amica. Verso le 2:00, Impagnatiello si è presentato a casa sua, ma l’amante gli ha concesso solo di parlare a distanza, forse nutrendo dei sospetti sul suo conto. Il barman le ha detto che Giulia “se n’è andata” e quindi lui ora “è un uomo libero”. L’amante, a quel punto, ha appreso della scomparsa della Tramontano, dopo aver contattato i familiari della povera 29enne. Lunedì è stato l’ultimo giorno in cui lei e il reo confesso si sono visti sul luogo di lavoro. Lo ha descritto ai carabinieri come “strano” ed “evasivo”. Ma nel racconto, ha aggiunto di aver notato “dei guanti in lattice di color azzurro” nel suo zaino. Un racconto forte che ha portato gli inquirenti a restringere i sospetti attorno al barman, sino alla sua confessione.