Giulia Tramontano, ecco cosa è accaduto a poche ore dai funerali (2 / 2)

Giulia Tramontano, 29 anni, campana, originaria di Sant’Antimo, credeva di aver trovato l’amore, l’uomo con cui passare il resto della sua vita ma quell’uomo le ha tolto la vita, tra le mura domestiche, in quanto stressato dalla relazione parallela che portava avanti da un anno e mezzo e ormai certo che tutti sapessero della sua doppia vita.

Mentre lui è detenuto nel carcere di San Vittore, e deve fare i conti con un processo che inizierà a breve, con accuse pesantissime nei suoi confronti, la famiglia Tramontano, tra qualche ora, dovrà dire addio alla sua Giulia con i funerali.

Eppure, a poco tempo dalla cerimonia funebre, c’è chi, nonostante il dolore immane che sta vivendo, ha voluto spendere delle parole che sono un colpo al cuore per tutti.

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Chiara Tramontano, la sorella 26enne di Giulia, sui social ha scritto: “Grazie a tutti dell’affetto che ci avete dimostrato in questi giorni atroci. I vostri pensieri ci hanno inondato di amore e vicinanza. Ora però è il momento dell’ultimo saluto intimo e straziante a Giulia e Thiago e vorremmo viverlo insieme ai parenti ed amici più stretti”. Chiara fa riferimento alla scelta dei funerali in forma privata, di cui sono stati spiegati i motivi. La ragazza ha aggiunto: “Siamo certi che capirete perché in questi giorni avete dimostrato di saper vivere il nostro stesso dolore, operare il nostro stesso silenzio e commemorare Giulia con amore e rispetto”. Intanto l‘inchiesta, in mano ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della Compagnia di Rho, all’aggiunto Letizia Mannella e al pm Alessia Menegazzo, prosegue e su due fronti, “il prima e il dopo”, che non sono stati chiariti dalla confessione del fidanzato 30enne reo confesso che ha sommerso di bugie chiunque, sostenendo di averla uccisa senza motivo e senza rabbia, anche se dall’esame autoptico è emerso che si è accanito su di lei con almeno 37 coltellate, di cui la prima letale alla carotide, sgozzandola e impedendole di urlare.

Dato che ha tentato di bruciare Giulia, le ustioni, estese sul corpo,  hanno reso impossibile per i medici datare la morte e questo potrebbe rappresentare un ulteriore elemento a favore della premeditazione. Gli investigatori stanno vagliando tutte le telecamere tra Senago e Milano per ricostruire gli spostamenti di Impagnatiello nei giorni precedenti sabato 27 maggio, in cui ha tolto la vita a  Giulia. Continua la caccia eventuali complici che potrebbero aver aiutato il 30enne a occultare il corpo senza vita di Giulia e a ripulire tutto.