Quale ruolo ha avuto l’amante di Alessandro Impagnatiello nell’omicidio della sua fidanzata Giulia Impagnatiello, 29enne di origini campane, trasferitasi nel Milanese in cerca di lavoro diversi anni fa? Giulia, come ormai noto, era un’agente immobiliare e, tra due mesi, avrebbe dato alla luce Thiago (questo il nome del piccolo che portava in grembo) .
Giulia è stata barbaramente fatta fuori da chi avrebbe dovuto amarla, a coltellate, dopo una lite tra le mura domestiche. Tra gli inquirenti si parla di delitto d’impeto, per il momento. Ma cosa sappiamo dell’amante del barman reo-confesso? Impagnatiello, lo ricordiamo, ha inviato un sms all’altra donna, quella rimasta incinta proprio di lui, che ha interrotto la gravidanza.
Di lei sappiamo che è una sua collega barista statunitense e che l’uomo, oggi in arresto, aveva con essa una relazione parallela. A lei ha scritto, dopo il delitto, “Il figlio non è mio, lei se ne è andata, sono libero adesso”, chiedendole un incontro, per potersi presentare come un uomo libero, ma la collega si era rifiutata.
Poche ore prima, la ragazza americana, che non era a conoscenza della vita parallela condotta dal 30enne, aveva avuto un incontro chiarificatore proprio con Giulia. E’ in quel frangente che la Tramontano ha preso consapevolezza, per la prima volta, di tutto il castello di bugie dell’uomo che, da lì a poco, sarebbe diventato padre del loro bambino.
La 29enne, resasi conto di come stavano realmente le cose, potrebbe aver rinfacciato al compagno il tradimento e, una volta rientrati in casa, si sarebbe consumato il femminicidio ma, ovviamente, tutto, in queste ore concitate, è al vaglio degli inquirenti cui spetta il delicato compito di far luce sull’accaduto, ricostruendo con dovizia di particolari gli ultimi istanti di vita di Giulia. L’unica certezza è che Giulia non potrà mai diventare madre e che è doveroso renderle giustizia, se tale si può chiamare, dal momento che nessuno mai potrà restituirla all’affetto dei suoi cari che ne piangono la prematura dipartita.