Dopo la scoperta del corpo senza vita di Giulia Cecchettin sono ovviamente cominciate le indagini, le quali hanno inquadrato sin da subito come responsabile dell’azione delittuosa proprio lo stesso Filippo Turetta.
Come sa chi sta seguendo questo caso di cronaca, Filippo e Giulia viaggiavano a bordo di una Fiat Grande Punto di colore nero. Proprio all’interno dell’auto Filippo forse avrebbe colpito Giulia una prima volta vicino casa sua, a 150 metri dall’abitazione, per poi dirigersi verso la zona industriale di Fosso dove il Turetta avrebbe eseguito per una seconda volta un’altra aggressione a Giulia.
Ed è proprio qui che le telecamere dello stabilimento Dior riprendono la scena, con Giulia che tenta di fuggire e lui che la raggiunge da dietro colpendola. Gli inquirenti sono riusciti a risalire anche ai momenti precedenti l’episodio delittuoso, e infatti Giulia e Filippo erano stati visti al Mc Donalds di un centro commerciale a Marghera.
I sistemi di pagamento elettronici hanno infatti registrato i movimenti delle carte di credito dei due ragazzi, anche quelli di Giulia, che avrebbe pagato di tasca sua la cena a Filippo proprio con la carta di credito. Giulia da Mc Donald’s ha speso 17,80 euro. Insomma ella ha offerto la cena a quello che sarebbe diventato a breve la persona responsabile del suo decesso.
L’attività si trova all’interno del centro commerciale ‘Nave de Vero’ a Marghera. Inoltre la carta di credito con la quale Giulia ha pagato la cena a Filippo era del papà di lei, Gino.
Al loro ritorno, proprio vicino casa, succede qualcosa con un vicino di casa di Giulia che sente delle urla e chiama i carabinieri. Il testimone ha udito la voce di Giulia chiedere aiuto e urlare, “così mi fai male”, ha intravisto una figura essere calciata al suolo e poi una Grande Punto nera dileguarsi nella notte.