L’epilogo che più si temeva si è materializzato proprio in queste ore. Ora sul corpo recuperato verranno effettuati i prelievi ematici e di tessuto per estrarre il profilo genetico e confrontarlo con quello dei familiari di Giulia, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti della 22enne. Inoltre, in un parcheggio a poche centinaia di metri dal macabro ritrovamento, è stata ritrovata anche una Fiat Grande Punto nera simile a quella di Turetta, ma del 22enne non c’è traccia.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono da tenere in considerazione soprattutto due possibilità: o la fuga di Turetta dopo essersi disfatto del corpo, oppure che si sia tolto la vita. Il procuratore di Venezia Bruno Cherchi ha lanciato un appello al giovane invitando a costituirsi.
A fargli eco anche don Francesco Monetti, il parroco di Saonara, che ha invitato Turetta ad un gesto di riscatto: “L’unica cosa buona, piccola, che può fare in questo momento, se vuole riscattare in po’ se stesso, è costituirsi. Che lo faccia. Questo è un dolore grande che strozza la gola. Soprattutto per la consapevolezza di avere perso un tesoro, una persona bella. Ci sentiamo un po’ meno belli e meno ricchi”.
“Stamani è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto avere”, e aggiunge “Abbiamo perso un tesoro. Tutto il bene così è stato spento. Nella comunità ora c’è nebbia, qualcosa che angoscia”.
Anche il parroco di Vigonovo, don Francesco Frigo, dove i Cecchettin si erano trasferiti di recente, ha espresso gli stessi sentimenti di tristezza per quanto successo: “Stamani è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto avere. È un disastro per tutti“.