Giulia Cecchettin, i risultati dell’autopsia (2 / 2)

La famiglia di Giulia Cecchettin, come noto, ha nominato, nelle scorse ore, un proprio consulente, in vista della autopsia che si è svolta questa mattina, 1 dicembre 2023, presso l’Istituto di medicina legale di Padova. Si tratta del professore triestino Stefano D’Errico, direttore di Medicina legale dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina che, di recente, si è occupato del caso Liliana Resinovich.

L’autopsia effettuata oggi, venerdì 1 dicembre, ha il compito di chiarire molti dettagli sul femminicidio di Giulia. Con essa si è puntato a circoscrivere l’ora e il giorno del suo decesso rispetto al ritrovamento, avvenuto 1 settimana dopo la scomparsa, nei pressi del lago di Barcis.

Dall’esame autoptico gli inquirenti hanno capito come è deceduta Giulia, con quanti colpi di oggetti contundenti, con quale lama, se Turetta ha infierito sulla sua ex quando era ancora viva. Domande di non poco conto, per ricostruire i dettagli di una vicenda che ha letteralmente lasciato senza parole non sono gli italiani ma tutti coloro che, nel mondo, hanno seguito il caso, sin dagli esordi, quando si parlava ancora di scomparsa. Ma cosa è emerso dall’esame autoptico sul corpo di Giulia Cecchettin?

L’ autopsia, assieme agli esami tossicologici e radiologici sul corpo della Cecchettin, servirà alla procura di Venezia a valutare l’inserimento di altre aggravanti specifiche alle ipotesi di reato di delitto e sequestro di persona contestate a Filippo Turetta. Sulla base dell‘autopsia effettuata oggi, dal medico legale Guido Viel e dalla sua equipe alla Uoc di Anatomia Patologica dell’Università di Padova,  durata oltre 8 ore, è emerso che la Cecchettin sarebbe deceduta a causa di dissanguamento. La ragazza sarebbe stata colpita da oltre 20 fendenti e sarebbe deceduta dopo la seconda lite con Filippo, avvenuta nella zona industriale di Fossò. Molti dei colpi inferti dal Turetta a Giulia sarebbero arrivati quando essa era ancora viva.

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Si tratta di fendenti profondi diversi centimetri, come riportato da tgcom24. Durante l’esame autoptico,  oltre agli esami ematici, sono stati effettuati quelli radiologici come la Tac. Per “cristallizzare” le evidenze dell’autopsia nella relazione medico legale, bisognerà collegare ai dati scientifici gli elementi venuti fuori dalle telecamere di videosorveglianza, passando in rassegna orari e date.

Ricordiamo che proprio una telecamera ha  immortalato alcune scene dell’aggressione da parte di Filippo Turetta e della sua fuga a bordo della Fiat grande Punto Nera; la vettura su cui è stato caricato il corpo di Giulia e sulla quale è fuggito, sino alla Germania, dove è finito in manette. Proprio in questi minuti, nel penitenziario Montorio di Verona, è in corso l’interrogatorio di Filippo Turetta davanti al pm di Venezia.