Filippo Turetta, dopo giorni trascorsi nel penitenziario tedesco di Halle, è stato estradato in Italia e si trova nella casa cincondariale veronese di Montorio. Dopo l’interrogatorio di garanzia, avvenuto ieri, oggi il 22enne, per la prima volta da quando è stato arrestato, avrà la possibilità di vedere i genitori.
Oggi, mercoledì 29 novembre, non è un giorno in cui i detenuti del reparto infermeria (in cui il 22enne è collocato), possono avere colloqui con i familiari ma, dopo l’interrogatorio di garanzia di ieri, in cui il ragazzo ha ammesso di aver compiuto il femminicidio, il pm di Venezia Andrea Petroni ha acconsentito a che Turetta potesse vedere suo padre e sua madre. Ricordiamo che da quando è stato arrestato, il giovane, sul quale pende l’accusa di aver tolto la vita alla ex fidanzata, ha sempre chiesto con insistenza di poter vedere i suoi genitori.
Ovviamente verranno forniti, a mezzo stampa, ulteriori aggiornamenti riguardanti questo incontro. Intanto, i legali della famiglia di Giulia Cecchettin sono pronti a opporsi, assumendo “i loro periti” qualora il legale di Filippo Turetta voglia far leva sul “vizio di mente” come strategia difensiva… cosa che sarebbe emersa in sede di interrogatorio di garanzia, dove il 22enne avrebbe parlato di raptus che lo avrebbe spinto a colpire Giulia, col triste epilogo che ormai è cosa nota.
Al raptus non credono né i familiari della studentessa, né i loro legali. Secondo loro ci sarebbe non il delitto d’impeto ma la premeditazione, sulla base di una serie di elementi, come il nastro adesivo acquistato dal 22enne prima di togliere la vita a Giulia; il tentativo di occultarne il corpo, nascosto in una grotta con due sacchi neri che lo coprivano, la fuga in Germania.
I legali della famiglia Cecchettin hanno anzi ipotizzato, oltre alla premeditazione, un’altra aggravante, quela dello stalking. Capiamo bene quanto arduo sia il compito degli inquirenti che dovranno analizzare tutto in dettaglio, in modo da poter attribuire o meno eventuali aggravanti.