Giovanni Allevi, la notizia poco fa: fan senza parole (2 / 2)

Il noto pianista e compositore è intervenuto al Forum di Assago per raccontare, davanti ad una immensa platea di studenti, i dettagli di quel male che sta combattendo ormai da due anni. Le parole del maestro hanno toccato il cuore di tutti, facendo emergere ancora una volta tutta la sua umanità e l’amore per la vita.

L’esperienza di Allevi è stata condivisa durante lo spettacolo “Happiness on Tour. Vite – Storie di felicità“, promosso dalla Fondazione della Felicità e tenutosi al Forum di Assago, Milano. Condividendo il suo viaggio attraverso la patologia e la guarigione, Allevi ha evidenziato l’importanza della resilienza e del dominio su se stessi durante i momenti difficili.

Ha raccontato di come le punture e i trattamenti medici siano stati un’esperienza dolorosa, ma anche di come abbia trovato conforto nella cultura e nella storia umana. Nonostante i momenti più bui, come la perdita dei capelli e i dolori fisici causati dal mieloma  e dalla chemioterapia, Allevi ha trovato la forza di continuare a lottare per la vita.

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“E, allora, ci siamo – racconta Giovanni Allevi- Dalla porta una mattina un giovane dottore entra con veemenza senza bussare, resta sulla porta, non ha la tuta, calzari e mascherina. muove dei fogli e mi dice: “Maestro, hai tredici globuli bianchi“!. Io che ho il senso dell’umorismo gli rispondo: “Dottore, non sono un po’ pochini?”. 

In realtà, ha puntualizzato subito il maestro, si trattava di 13 globuli bianchi per millimetro cubo e volevano significare che la terapia stava funzionando. Un episodio con il quale Allevi ha voluto dimostrare come nel dramma sia riuscito a trovare quegli spiragli di felicità ai quali si è aggrappato per riemergere da quell’inferno. “In quel momento sono stato investito da una felicità allo stato puro -racconta ancora Allevi- Mi è venuto addosso un camion, un grattacielo di felicità. Perché ero felice? Per risultati professionali di qualche tipo? Perché avevo venduto dei dischi? Perché erano aumentati i follower? No, perché ero semplicemente vivo”.