
La risposta alle preoccupazioni dei fan è arrivata direttamente dal pianista, che ha deciso di aggiornare il pubblico sul suo stato di salute dopo la diagnosi di mieloma ricevuta ormai due anni fa.
Nonostante il coraggio mostrato durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo, dove la sua apparizione aveva commosso l’Italia intera, Allevi ha ammesso che il cammino verso la guarigione è tutt’altro che lineare.”Nella mia mente si affacciano scenari negativi”, ha rivelato l’artista, spiegando come lasfidacontro la patologia comporti un carico psicologico notevole.
Il 55enne marchigiano sta affrontando una fase delicata del trattamento, descrivendo un’esistenza che si muove tra la speranza e la consapevolezza della cronicità della sua situazione.I medici e il personale sanitario continuano a monitorare costantemente i suoi parametri, mentre lui cerca rifugio nella composizione, trasformando il dolore in una forma di resistenza creativa.

Giovanni Allevi ha appena pubblicato una foto dall’ospedale, appena prima dell’ultima risonanza magnetica da cui si vede che il suo volto appare dimagrito, mentre i pensieri nella sua testa sono senza dubbio tormentati ma sul suo viso non manca mai un sorriso di speranza, difatti ha dichiarato: “Nella mia mente scenari negativi” e ancora:“48 ore prima dell’ennesimo referto medico, tutti i muscoli del mio corpo si irrigidiscono, il respiro si fa affannoso, il dolore si intensifica e la mia mente vaga verso scenari negativi. Per riprendere il controllo, mi ripeto: La sofferenza è la nuvola, ma io sono il cielo”.
Nonostante la fragilità ossea causata dal male, che lo costringe a movimenti cauti e a una costante attenzione fisica, la sua volontà di tornare a comunicare attraverso i tasti bianchi e neri resta il suo obiettivo principale.Le dichiarazioni di Giovanni Allevi sottolineano quanto sia profondo il segno lasciato da questa esperienza, ma allo stesso tempo confermano la sua determinazione nel non lasciarsi definire solo dalla patologia. La sua testimonianza rimane un faro per chi, come lui, si trova a navigare nelle acque agitate di una diagnosi difficile, ricordando che anche nel buio più profondo è possibile cercare una nuova forma di luce.