Il campione, per l’ennesima volta, del quiz game di Rai 1, è stato il giovanissimo Giacomo Candoni, diventato un veterano dell’Eredità dal momento che, per tantissime puntate, è riuscito ad accedere al temutissimo gioco finale, quello della Ghigliottina.
Ieri sera ,19 aprile, Giacomo si è seduto al tavolo con un montepremi pari a ben 170mila euro, che è sceso progressivamente a 42.500 euro. Il 20enne, nonostante qualche perplessità che ci sta perfettamente, essendo in diretta televisiva, dinnanzi a milioni di telespettatori, è riuscito a indovinare quale fosse la parola che legava i cinque indizi, “festa”, “papa”, “donna”, “tv” e “ponte”. Grazie alla soluzione, “mobile”, si è aggiudicato l’ambito montepremi finale.
Per dovere d’informazione, va precisato che in tre Ghigliottine ha indovinato la parola misteriosa, portando a casa un totale di ben 188.750 euro. Parliamo di una cifra da guinness, che gli fa aggiudicare il terzo posto tra i campioni più vincenti di sempre all’Eredità, subito dopo Lorenzo Petrarca, con un totale di 201mila euro, e Massimo Cannoletta, il vincitore più grande, al momento, che ha vinto 208mila euro.
Ma cosa sappiamo del nostro amato campione? Il 20enne Giacomo Candoni è nato a Vicenza e studia all’Università degli studi di Padova, dove è iscritto alla facoltà di Lettere Moderne. E’ appassionato di calcio, essendo un arbitro per la seconda categoria e, grazie alla passione per lo sport, ha iniziato a coltivare un altro hobby: la redazione di articoli per diversi magazine e portali digitali dedicati proprio al calcio e allo sport in genere.
Da una semplice ricerca in rete, apprendiamo che ama viaggiare e immortalare i suoi viaggi grazie alla sua compagna fedelissima: la macchina fotografica. Un giovane davvero eccezionale, Giacomo che in molti dovrebbero imitare, soprattutto in un mondo sempre più banale, improntato sulla superficialità. Un esempio di competizione sana, intelligenza, talento, prontezza di riflessi, carisma, solarità. Un esempio sano in una società in cui studiare, accrescere il proprio bagaglio culturale, sembra non essere più così importante, in nome del denaro facile, senza sacrifici, senza voglia di migliorarsi. E a voi piace il giovanissimo campione Giacomo? Diteci la vostra nei commenti.