Garlasco, la svolta improvvisa nel caso: la mamma di Sempio lo ha aiutato (2 / 2)

Quattro elementi chiave legano Andrea Sempio al delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Tra questi, c’è lo scontrino del parcheggio di Vigevano, lo stesso che avrebbe dovuto fornirgli un alibi solido. Ma per gli inquirenti, quell’alibi potrebbe essere falso, costruito con l’aiuto della madre, Daniela Ferrari.

Sempio sosteneva di essere a Vigevano quella mattina, intento a recarsi in una libreria poi trovata chiusa. Tuttavia, gli investigatori ritengono che i tempi gli avrebbero comunque permesso di commettere il delitto e poi raggiungere la cittadina lombarda. Ma il vero punto debole della sua difesa è emerso durante l’interrogatorio della madre, Daniela Ferrari, che svenne quando le fu menzionato il nome di Antonio B., un pompiere con cui aveva scambiato numerosi SMS proprio il 12 e 13 agosto.

Antonio B. era in servizio a Vigevano quella mattina, nello stesso luogo in cui il telefono della Ferrari agganciò una cella. Gli inquirenti sospettano che sia stata lei a falsificare lo scontrino, mentre incontrava il pompiere. L’uomo, interrogato, non ha confermato l’incontro, ma la mole di messaggi scambiati lascia spazio a dubbi.

Un altro tassello riguarda i video intimi di Chiara Poggi e il fidanzato, Alberto Stasi. Marco Poggi, fratello di Chiara, aveva rivelato ai carabinieri che, un anno prima del delitto, aveva scoperto sul computer della sorella una chat tra i due fidanzati, da cui aveva dedotto l’esistenza di materiale privato. Lo stesso pc era accessibile anche a Sempio e all’amico Alessandro Biasibetti, un dettaglio che riapre scenari inquietanti.

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Due impronte digitali sono al centro delle indagini. La numero 33, rinvenuta su una parete del seminterrato, che secondo i Ris presenta 15 minuzie compatibili con Sempio. Gli investigatori sostengono che sia stata lasciata da qualcuno che si sporgeva, non semplicemente appoggiato. Poi spicca la numero 10, trovata sulla porta d’ingresso, sporca di sangue e non riconducibile né a Sempio, né a Stasi, né ai familiari di Chiara. Questo elemento ha spinto la procura a ipotizzare la presenza di un secondo uomo nella villetta.

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