Fotografato così in ospedale, la scoperta (2 / 2)


Il Mattino di Padova ha riportato un episodio che ha visto, suo malgrado,  protagonista un bimbo di 4 anni. Il piccolo si è rotto la cavicola, arrivando in ambulanza, accompagnato dalla mamma sul mezzo, in ospedale, presso il pronto soccorso pediatrico. I fatti si sono verificati lunedì notte, quando l’ortopedico non c’era. Cerchiamo di immaginare per un attimo la scena, ossia quello che la madre e il piccolo si sono trovati ad affrontare.

Alla sofferenza lancinante del bimbo, che ha dovuto attendere il suo turno, si è aggiunto il divieto di sdraiarsi, in quanto ” la brandina è del reparto e non può essere prestata”. Questo quanto si sono sentiti rispondere e lo scatto, del piccoletto steso sofferente sulla poltrona del reparto, è un colpo al cuore per tutti.

Il racconto della mamma del minore, ripreso da Il Mattino di Padova, descrive il calvario che il piccolo ha dovuto affrontare, nonostante ci fossero diverse lettighe libere. Alla versione della donna, si contrappone quella dell’Azienda Ospedale Università, secondo cui il piccolo è arrivato in codice verde ed è stato seguito con professionalità e cura, aggiuntando che gli accessi al pronto soccorso pediatrico, in quella sera, sono stati notevoli, con 31 bimbi presi in carico, di cui 9 in codice rosso, dunque gravissimi, in pericolo di vita.

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La mamma è sconvolta per quello che è successo al figlioletto, parlando di protocolli rigidi che vanno contro buon senso e attenzione verso la persona che sta male, parlando del disagio nel dover portare suo figlio in  braccio per andare a fare i raggi al monoblocco, alle quattro del mattino, per mancanza di ambulanze.

La donna ha atteso dall’una sino alle 6, ora in cui ha avuto la possibilità di essere portata in una stanza con una sedia per lei e un letto per il figlio, in attesa che l’ortopedico arrivasse, alle 8:30.  L’Azienda ha aggiunto di aver consigliato ai genitori del bimbo, proprio per non farli aspettare, di recarsi nel vicino pronto soccorso centrale, essendo il minore in codice verde e le ambulanze impegnate.  Un racconto senza ombra di dubbio forte, che ognuno è libero di interpretare come vuole, chi a supporto della donna, chi comprendendo le ragioni dei medici.