
La risoluzione del dubbio è drastica: “Sfortuna? No, questo è delitto“. Con queste parole Flavio Briatore ha commentato la strage di Crans-Montana, scagliandosi apertamente contro i gestori del locale svizzero Costellation. L’imprenditore non accetta la tesi del sinistro fortuito, convinto che la prevenzione avrebbe potuto evitare la fine di tante giovani vite.
Secondo quanto riportato dalle fonti, il sinistro ha causato la perdita di giovani come Achille e Chiara, le cui salme sono rientrate a Linate in un clima di strazio collettivo. Briatore, analizzando le dinamiche dell’evento, ha sottolineato come la gestione della sicurezza sia stata carente, citando per contrasto i rigidi controlli a cui sono sottoposti i suoi locali, come il Twiga.
L’uomo ha espresso la sua frustrazione evidenziando come in Italia le verifiche siano spesso asfissianti per chi lavora correttamente, mentre altrove sembrano mancare le basi elementari della protezione dei clienti. Il riferimento è agli show con le fontanine luminose, spesso presenti nei locali di lusso, che richiedono standard di sicurezza elevatissimi per non trasformarsi in paura.

Sulla vicenda è intervenuto anche il mondo istituzionale, con la premier Meloni che ha invitato ministri e opposizione a una funzione religiosa per onorare le persone decedute. Anche Alba Romano, riportando le testimonianze del padre di Niccolò Ciatti — il giovane che perse la vita in una discoteca in Spagna — ha rilanciato il grido di dispiacere di chi vede il profitto prevalere sulla sicurezza.
Le indagini ora proseguono per accertare se, come sostenuto con forza da Briatore, ci siano stati errori umani decisivi nella gestione dell’emergenza vitale. Resta la macchia indelebile di una assurdità che ha trasformato una meta turistica d’élite in un luogo di lutto e riflessione per l’intera comunità internazionale.