Filippo Turetta, svelata la ragione del gesto estremo (2 / 2)

Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha rappresentato un duro colpo per tutti noi quando ci è parso chiaro che non si trattasse di scomparsa e che la studentessa potesse aver subito qualcosa di grave e irreversibile. Ogni flebile speranza di ritrovarla sana e salva è naufragata col ritrovamento del suo corpo, in un canalone, nei pressi del lago di Barcis.

E’ qui che il suo ex fidanzato, Filippo Turetta, si è disfatto di lei, dopo averla colpita con diversi fendenti, per poi darsi alla fuga. Una fuga conclusasi nemmeno un giorno dopo il ritrovamento di Giulia senza vita, quando il 22enne è stato arrestato in Germania, domenica scorsa.

Ora che è stato estradato in Italia, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, c’è chi non ha dubbi sul fatto che a Filippo, accusato del femminicidio di Giulia, debba essere contestata anche l’aggravante dei motivi abietti. E’ il legale di fiducia della sorella di Giulia, Elena Cecchettin .

 

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In  una nota l’avvocato Gentile scrive “che ha lucidamente eliminato la sua ex per punirla da quello che lui ha considerato un atto di insubordinazione subito, poiché, ormai, la nostra Giulia non rispondeva più alle sue aspettative. Lavoreremo, affinchè, la Procura prima e i giudici poi, riconoscano a carico del Turetta l’aggravante del “motivo abietto”. 

Ma quali sono stati i motivi del gesto estremo ossia del femminicidio di Giulia? Per il legale Nicodemo Gentile,la laurea di Giulia ha costituito il punto di rottura, di non ritorno. Questo traguardo della ragazza avrebbe reso Filippo sempre più piccolo e comportato il definitivo distacco della giovane, pronta a svoltare pagina anche nel mondo delle sue relazioni. Le donne devono smettere di fare “le curatrici” di uomini affetti da analfabetismo emotivo, devono pensare a loro e alle prime avvisaglie di comportamenti abnormi e morbosi da parte del partner, uscire in modo definitivo da dinamiche di controllo militare, comportamenti intrusivi e molesti anche quando non si usano le mani”.