Sono giorni di grande concitazione per i legali di Giulia Cecchettin, i quali hanno già fatto sapere che intendono opporsi fermamente alla possibile richiesta di infermità mentale di Turetta. Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, l’avvocato Stefano Tigani ha commentato così questa eventuale strategia difensiva del legale del 22enne: “Se Filippo Turetta vuole farsi passare per pazzo prima dovrà incontrare anche i nostri periti”.
Altro nodo cruciale da sciogliere è la premeditazione e sempre da scongiurare per Turetta, è l’eventuale premeditazione. A tal proposito sussistono indizi sempre più fondati nel ritenere che il 22enne di Torreglia avesse orchestrato tutto prima di quell’11 novembre.
Ma non è tutto, perchè i legali della famiglia Cecchettin intendono dimostrare un ulteriore aggravante: quello dello stalking e degli atti persecutori posti in essere dal colpevole già nei mesi prima. Come si sa, il 22enne non aveva mai accettato la fine di questa storia avvenuta ad agosto, continuando a pressare e a marcare stretto la povera Giulia, la quale aveva lamentato più volte con le sue amiche questo atteggiamento ossessivo dell’ex fidanzato.
“Io vorrei non vederlo più, vorrei sparire dalla sua vita ma non so come farlo perché mi sento in colpa, ho paura che possa farsi del male in qualche modo”- diceva Giulia in un audio mandato alle sue amiche e mandato in onda nella trasmissione Chi l’ha visto.
Quanto, invece, ad uno degli ultimi messaggi inviati dal Turetta all’ex fidanzata, il legale dei Cecchettin ne riporta uno particolarmente significativo: “Stai con me e non con le tue amiche”. Parole dalle quali trapela una certa smania di controllo del 22enne nei confronti della vittima. Tutti indizi a sostegno della tesi degli atti persecutori.