Filippo Turetta è recluso nel penitenziario Montorio e su di lui, reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchetin, pende un’accusa gravissima: quello di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Di tempo ne è passato un bel po’ da quando è stato estradato nella casa circondariale veronese ed è in attesa del processo in cui saranno i giudici italiani a giudicarlo, stabilendo quale pena comminargli.
Oggi è il giorno del 22esimo compleanno di Filippo ma come sta vivendo questa data da recluso? E’ Il Gazzettino a fornirci delle informazioni sul suo stato , dicendo che “fa fatica a sostenere lo sguardo e si vergogna molto”. Avrebbe dovuto festeggiare il compimento del suo ventiduesimo anno ma, a differenza dell’anno scorso, non ci saranno feste in penitenziario, e non ci sarà Giulia a stargli accanto perché le ha tolto barbaramente la vita quel maledetto sabato 11 novembre.
Non è più un ragazzo libero, ma recluso, per uno dei peggiori reati. Da quanto si apprende, è stato spostato nell’infermeria, dove si trova con una ventina di detenuti e non più nell’ala psichiatrica sperimentale che lo sorvegliava h24 a vista. Una scelta legata all’esito delle valutazioni sulle sue condizioni, dal momento che si abbassa il rischio che Filippo possa compiere atti autolesionistici, venendo meno la necessità di isolamento e sorveglianza.
Pur essendo il giorno del suo compleanno, per Filippo non ci saranno agevolazioni rispetto agli altri. Da Il Messaggero apprendiamo che ora si trova nell’unica sezione “dov’è installata la console per i videogiochi. Un solo apparecchio per tutti in una saletta, ovviamente, non dentro la sua cella”.
In questa sezione può anche guardare la tv e leggere libri e giornali. Per il momento non si esclude che papà Nicola e mamma Elisabetta vadano a trovarlo in cella e questo, per loro, sarebbe il secondo incontro dopo quello avvenuto domenica 3 dicembre. Le indagini proseguono e presto potrebbero arrivare i risultati delle analisi dei Ris di Parma sulla Fiat Punto nera di Turetta. Dalla disposizione della macchie ematiche rilevate nella vettura, si potrà capire se ci sia stata o meno premeditazione da parte del giovane. Era importante farla arrivare integra in Italia, in modo da conservare intatta la scena del crimine, in quanto è probabile che a Giulia possa essere stata tolta la vita proprio in quel veicolo.