Filippo Turetta, con un ‘ora di anticipo rispetto all’orario previsto, è atterrato in Italia, dopo il volo a bordo del Falcon dell’Aereonautica militare. Il 22enne è apparso con tuta e scarpe da ginnastica, giubbotto blu e barba incolta. A mezzo stampa è stato descritto come “silenzioso, rassegnato e dimesso, completamente disinteressato a quello che gli stava accadendo intorno”.
E’ atterrato a Venezia, scortato dagli uomini del servizio Scip, che si sono occupati del suo trasporto in Italia. Ma ora cosa accadrà? Quali saranno i passaggi successivi di questa giornata? Il 22enne verrà portato negli uffici della polizia aeroportuale per la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in penitenziario.
Poi i carabinieri lo accompagneranno al penitenziario Montorio di Verona. Turetta dovrà affrontare un’ora di viaggio. Una volta giunto presso la casa circondariale, lo aspetta un primo passaggio in infermeria, per verificare le condizioni generali di salute, e tutte quelle procedure burocratiche dell’ufficio matricole, prima di essere portato in una cella del reparto protetti, un provvedimento preso a scopo precauzionale.
La paura è che possano verificarsi ritorsioni o disordini all’interno della casa circondariale, specie perché il femminicidio da lui commesso è tra i più discussi sul fronte della cronaca. Turetta, una volta in penitenziario, sarà in isolamento, sorvegliato 24 ore su 24 per evitare gesti autolesivi, in una cella di due metri per tre.
I genitori, prima di varcare l’ingresso della casa circondariale dovranno ricevere l’autorizzazione ma questo succederà, forse, dopo l’interrogatorio di garanzia. Nel corso dello stesso, previsto per lunedì. gli si potrebbero contestare nuove aggravanti come la premeditazione e reati come l’occultamento del corpo della povera Giulia Cecchettin. Contestazioni che potrebbero peggiorare la sua posizione.