Quello accaduto in Veneto in questi giorni è un caso di cronaca che per diverso tempo rimarrà impresso nella memoria di tutti quanti. Stiamo parlando ovviamente del caso di Giulia Cecchettin, la giovane studentessa dell’Università di Padova a cui l’ex ragazzo Filippo Turetta, anch’egli studente presso lo stesso ateneo, ha tolto la vita negli scorsi giorni.
I due erano coetanei e si erano conosciuti nel 2019, poi avevano cominciato una relazione che però era stata troncata per due volte, l’ultima, forse quella definitiva, lo scorso agosto, momento nel quale Giulia ha deciso di lasciare Filippo. Soprattutto dopo la scomparsa della madre, la ragazza cercava di farsi una vita propria.
Turetta dopo aver tolto la vita a Giulia ha lasciato il suo corpo in in canale nei pressi del lago di Barcis (Pordenone) facendo perdere le sue tracce e cominciando una fuga verso la Germania durata sette giorni. Turetta è stato fermato proprio dalla polizia tedesca nella giornata di domenica 19 novembre. Era fermo sull’autostrada in una piazzola di sosta, a fari spenti (in violazione delle legge tedesca), senza benzina e senza soldi.
La polizia, dopo averlo riconosciuto, lo ha quindi condotto in commissariato e da qui è stato portato nella casa circondariale di Halle, dove questa mattina 25 novembre sono andati a prenderlo i carabinieri giunti con un volo di Stato. Turetta proprio con lo stesso volo di Stato è rientrato nel nostro Paese.
La decisione di far arrivare Turetta in Italia con un volo di Stato è maturata dalla delicata situazione personale in cui si trova il ragazzo, che se fosse tornato a bordo di un volo commerciale avrebbe potuto subire il linciaggio da parte dei passeggeri. Il suo volto, oltre che in Italia, è ormai conosciuto in tutto il mondo a causa del clamore mediatico suscitato dalla vicenda.