
Le risposte ai tanti dubbi che attanagliano gli inquirenti iniziano a comporsi attraverso il racconto della colf, che è stata ascoltata per la terza volta dai Carabinieri di Bracciano, le cui parole sono vagliate attentamente dai militari in modo da poter capire che cosa sia accaduto l’8 gennaio e, si spera, poter assemblare tutti i tasselli del femminicidio di Federica Torzullo, raggiunta da oltre 23 fendenti tra le mura domestiche, per mano del marito Claudio, oggi recluso.
La signora delle pulizie, Francesca, è già stata sentita tre volte a sommarie informazioni testimoniali dai carabinieri. Ha negato, al contrario di quanto riferito dallo zio di Federica Torzullo, di essere stata chiamata da Claudio Carlomagno l’8 gennaio per dirle di non andare l’indomani a fare le faccende in casa.
L’analisi del cellulare dell’indagato servirà anche a verificare questa circostanza. Gli inquirenti si stanno concentrando sugli scarichi dell’ abitazione di Carlomagno, sospettando che l’uomo possa aver tentato di sbarazzarsi di prove decisive subito dopo l’affronto.

Un altro elemento centrale delle indagini riguarda una Kia Sportage, l’auto che sarebbe stata utilizzata per gli spostamenti in quei momenti concitati. Il flusso di telefonate e i movimenti del reo confesso sotto accusa sono ora al vaglio dei magistrati per ricostruire ogni secondo di quella tragica sequenza.
La testimonianza della collaboratrice domestica sta permettendo agli investigatori di mettere assieme i pezzi che possano rivelarsi utili a ricostruire il femminicidio di Federica Torzullo, mentre la comunità attende che giustizia sia fatta per la vita spezzata di Federica.