Come ogni anno che sta volgendo al termine, anche in questo 2024 è tempo di tirare le somme… e che somme! Le famiglie italiane spendono il 56% della spesa totale per l’acquisto di cibo, carburante e bollette. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio studi della CGIA, sia il Covid che la crisi energetica, che hanno interessato il triennio 2020/2022, hanno portato gli italiani a fronteggiare delle spese “obbligate” in misura molto più elevata rispetto agli anni precedenti.
Questo aumento è legato all’inflazione che si è fatta sempre più esagerata. Sono cambiate anche le prerogative, dato che gli italiani concentrano i loro soldi sugli acquisti per “vivere” e per recarsi/tornare dai luoghi di lavoro/studio.
Dati statistici alla mano, la spesa mensile obbligata di 1.191 euro, a detta dell’Ufficio studi della Cgia, è così strutturata: 526 euro per l’acquisto di beni alimentari e bevande analcoliche, 374 euro per la manutenzione della casa, bollette e spese condominiali e 291 euro per i trasporti, quindi il pieno dell’auto e per gli abbonamenti su bus/tram/metro/treni.
Ai 1.191 euro vanno aggiunti altri 937 euro, riguardanti la spesa complementare, che comportano un aumento della pesa complessiva media nazionale a 2.128 euro. Per quanto concerne le spese fisse, si spende di più al Nord, 2337 euro, e meno nel Mezzogiorno, che si aggira attorno ai 1758 euro. Per le spese “obbligate”, al contrario, il Mezzogiorno è in testa, con un buon 59, 4%, rispetto al Nord Ovest e al Nord Est attorno al 55%.
A risentire maggiormente di questo stato di cose, sono gli artigiani e i piccoli commercianti. Assistendo ad una diminuzione degli acquisti che, peraltro, nella maggior parte dei casi, coprono le spese “obbligate”, anche i fatturati delle piccole realtà artigianali e commerciali ne risentono negativamente”. La crisi che li caratterizza è legata a svariati fattori come l’aumento delle tasse, i costi elevati degli affitti, la spietata concorrenza della grande distribuzione e del commercio online, ma, soprattutto, il calo dei consumi.