
La risposta è arrivata direttamente da Giorgia Meloni. Durante la conferenza stampa di inizio anno, la Presidente del Consiglio ha affrontato frontalmente il caso dei figli della famiglia Bosco, allontanati dai genitori in Abruzzo.
Con un tono fermo, la Premier ha espresso la sua posizione su una vicenda che ha sollevato dubbi sulla gestione dei servizi sociali e sulla velocità con cui avvengono certe separazioni forzate.”Cosa facciamo ora?” è stata la domanda sottintesa a un intervento che ha toccato il cuore del sistema degli affidi in Italia.
Meloni ha sottolineato come la priorità assoluta debba essere sempre il benessere del minore, ma ha anche lanciato un accenno polemico verso quei meccanismi che talvolta sembrano agire con eccessiva burocrazia a discapito dell’umanità. L’obiettivo dichiarato è quello di monitorare con estrema attenzione l’operato delle istituzioni coinvolte nel Chietino.

L’intervento a sorpresa ha acceso i riflettori sulla necessità di una riforma che renda più trasparente il percorso che porta i bambini lontano da casa. La Premier ha ribadito che il Governo intende vigilare affinché il distacco dai genitori naturali sia davvero l’ultima spiaggia, evitando che situazioni di disagio o stili di vita non convenzionali vengano confusi con l’incapacità genitoriale.
Attualmente, i tre minori restano sotto la tutela delle autorità competenti, ma il segnale inviato da Palazzo Chigi ha cambiato il peso politico della vicenda. La promessa è quella di non lasciare sola la famiglia in questo percorso legale, garantendo che ogni passaggio venga compiuto nel pieno rispetto della legge e, soprattutto, della serenità dei piccoli coinvolti in questa complessa battaglia giudiziaria.