Il cardinale Kevin Farrell ha comunicato la notizia del decesso di Papa Francesco alla presenza del Segretario di Stato Pietro Parolin, del Sostituto della Segreteria di Stato monsignor Edgar Peña Parra e del Maestro delle Cerimonie liturgiche pontificie monsignor Diego Ravelli.
Le sue parole, in pochi istanti, hanno fatto il giro del mondo e il giorno di Pasquetta, si è trasformato in una data storica da dimenticare, quella della dipartita del nostro amato pontefice.
Farrell ha detto questo di preciso: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la scomparsa di nostro Santo Padre Francesco”, ha dichiarato Farrell, aggiungendo che “alle ore 7:35 del 21 aprile il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre”. Con la voce rotta dall’emozione, ha comunicato ufficialmente al mondo l’avvenuto trapasso di Bergoglio.
Papa Francesco ha esalato il suo ultimo respiro, circondato dagli affetti veri, da sei persone che, sino alla fine dei suoi giorni terreni, lo hanno supportato e amato incondizionatamente. Accanto al Papa, nelle sue ultime ore di vita non c’era nessun cardinale, ma c’erano tre sacerdoti, l’italiano Fabio Salerno e gli argentini Daniel Pellizzon e Juan Cruz Villalon, insieme a Massimiliano Strappetti, l’infermiere che gli ha salvato la vita e che lo ha sostenuto sino alla fine, guidando la carrozzina, scortandolo in papamobile nel giorno di Pasqua, rappresentando la sua ombra, senza mollarlo nemmeno un minuto.
Il decesso è avvenuto alle presenza anche di due suore vincenziane che si sono sempre prese cura del Dispensario Santa Marta e della residenza che il Papa ha scelto come luogo in cui abitare, sin dall’inizio del suo decennale pontificato.