Elena Del Pozzo, l’appello disperato per Martina Patti. E scoppia la protesta: “Vergogna” (1 di 2)

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L’Italia intera, da Nord a Sud, è ancora provata, sotto choc, per quanto accaduto alla piccola Elena Del Pozzo, barbaramente uccisa dalla madre reo confessa Martina Patti, con 11 fendenti, inferti con un coltello da cucina, ancora non ritrovato.

Gli ultimi frame che immortalano la piccola viva sono quelli della telecamera di videosorveglianza del suo asilo, in quello che sarebbe stato per lei, il suo ultimo giorno di vita. In quelle immagini la vediamo sorridente correre tra le braccia della madre che da lì a poco l’avrebbe massacrata.

Si, perché come un cucciolo indifeso, quel piccolo scricciolo, che tutti noi avremmo voluto proteggere e sottrarre alla morte, spinto dalla curiosità, ha ceduto alla tentazione di andare a vedere quel posto in cui la madre giocava da piccola e in quel posto, in quel terreno a 2 passi dalla villetta in cui aveva mangiato il suo budino, Elena è stata massacrata premeditatamente, come sostengono gli inquirenti e il gip.

Prima la messinscena del rapimento da parte di 3 uomini incappucciati, poi la confessione del delitto e man mano che sta crollando il castello di bugie che ruotano attorno ai racconti della Patti, costellati di non ricordo, lo scenario della mattanza diventa sempre più agghiacciante.

Intanto ieri, alle 17, è arrivato il tempo dell’addio, dell’ultimo saluto di Elena, deposta in una bara bianca , nella Cattedrale di Sant’Agata, gremita di gente, alla presenza dei nonni paterni e materni, dei familiari più stretti, delle autorità e di tanta gente comune.