Ecco le prime analisi sull’auto di Turetta da parte dei Ris: nella Punto nera trovate macchie di… (2 / 2)

Dopo essere stato catturato in Germania, in un’area di sosta nei pressi di Lipsia, Filippo Turetta è stato rinchiuso nel penitenziario di Halle per circa una settimana, prima di fare rientro in Italia lo scorso 25 novembre.

La famosa Punto nera ricercata in tutta Europa con il quale il killer si era messo in fuga è stata riportata in Italia solo pochi giorni fa. A compiere una prima ispezione era stata subito la polizia tedesca, che ha segnalato la presenza di un borsone con all’interno dei vestiti di ricambio, il cellulare di Giulia, una cospicua somma in contanti ed una lama da cucina di circa 12 cm, quella che sembra essere a tutti gli effetti l’arma del delitto.

Dopo il rientro in Italia dell’automobile del killer, la Scientifica dei carabinieri si è subito messa al lavoro per compiere i primi rilievi nella Fiat Punto, analizzando subito i sedili, i tappetini e il bagagliaio.

Scomparsa Alessandro Venturelli, l’annuncio poco fa della madre Scomparsa Alessandro Venturelli, l’annuncio poco fa della madre

Cosa è emerso? I primi risultati hanno già fatto portato alla luce un quadro a dir poco inquietante: le analisi dei Ris di Parma hanno segnalato la presenza di macchie che potrebbero essere compatibili con tracce ematiche; presente anche del terriccio, che sarà confrontato con quello del luogo in cui è stato occultato il corpo.

Quelli compiuti in queste ore dalla scientifica sono accertamenti irripetibili, che porteranno inevitabilmente alla nomina di periti di parte per procedere con le analisi necessarie. Si ricordi che, stando ai primi risultati dell’esame autoptico, la 22enne di Vigonovo è stata trucidata con almeno 25 coltellate tra capo e collo e, proprio per questo, era ritenuta quasi certa la presenza di tracce ematiche nell’automobile.