"Di chi è quel Dna". Chiara Poggi, l’avvocato di Stasi rivela tutto (2 / 2)

Giada Bocellari, avvocato difensore di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto della sua fidanzata Chiara Poggi, ai giornalisti che si trovavano fuori dal Tribunale di Pavia, in cui è in corso il probatorio, ha fatto delle rivelazioni che, in men  che non si dica, sono divenute virali.

Queste le sue parole, come riportate da Fanpage.it, nostra fonte di riferimento per questo articolo: “Bisogna essere sempre oggettivi. Il dato certo è che abbiamo un Dna completo, diciamo leggibile, nucleare e Y, da verificare. Ciò significa che chi dice che è una contaminazione sbaglia perché se si avesse un nome e un cognome, allora si potrebbe dire con certezza che è una contaminazione. Oggi abbiamo una persona, un maschio, ignoto. Quindi sarà necessario escludere la contaminazione andando a prendere l’impossibile”.

Come ormai noto,  mediante garza, nella bocca di Chiara,  in sede di autopsia,  è stato rinvenuto un  Dna maschile ignoto, che non appartiene né a Stasi né ad Andrea Sempio, a attorno al quale sono state fatte diverse supposizioni.  Un gran  numero di consulenti di parte  ritiene che si tratti di una  contaminazione.

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La Bocellari  non la pensa in questo modo, tuonando ai giornalisti:  “Sento certe parti o consulenti di parti affermare che la garza non era sterile, ma qui abbiamo un condannato in carcere. Allora se è normale che sia stato tutto contaminato, tiriamo fuori Stasi. A me chi mi dice che il Dna trovato sui pedali della bicicletta non sia frutto di una contaminazione? Bisogna fare molta attenzione. Se è contaminazione vedremo chi è il contaminante e poi capiremo cosa fare, vedremo anche che provvedimenti prendere. Non normalizziamo la contaminazione, non posso sentire dire che era tutto contaminazione, non è accettabile”.

Ma da dove è partito questo caso?  Come noto la genetista Denise Albani ha isolato il profilo di quello che  è stato ribattezzato come Ignoto 1 e gli esami, effettuati nuovamente sul  tampone orofaringeo hanno confermato che, su cinque prelievi, tre non sono stati utili, mentre gli altri  due  hanno individuato cromosomi maschili. Il primo è sicuro che appartiene Ernesto Gabriele Ferrari, l’assistente di Dario Ballardini, il medico legale che nel 2007 effettuò l’autopsia sul corpo di Chiara. Il secondo, dunque il  quinto in ordine numerico, è ignoto, ossia non appartenente né  Andrea Sempio né ad Alberto Stasi. Quasi tutti i  consulenti di parte  ritengono che sia frutto di una contaminazione in sede autoptica ma la Bocellari non è dello stesso parere.