L’incubo botulino è tornato, dopo i tre decessi, avvenuti tra Calabria e Sardegna. Parliamo di un focolaio di intossicazioni alimentari che ha avuto come epicentro Diamante, provocando due decessi e 12 ricoveri in prognosi riservata nell’ospedale di Cosenza, e una deceduta in Sardegna, una 38enne intossicata a fine luglio
Alla luce di tutti questi episodi, verificatisi nell’ultimo periodo, legati al consumo di broccoli contaminati dal batterio e salsa guacamole, nelle due regioni interessate sono stati avviati i protocolli sanitari di rito, in modo da mettere la salute e l’incolumità dei cittadini sempre al primo posto, alla luce di quello che è avvenuto ai tre poveri deceduti .
L’obiettivo è quello di “garantire ai pazienti l’accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita”. Mentre i familiari piangono la perdita dei loro cari, l’inchiesta della Procura è partita, e sono già scattati i primi provvedimenti.
Il procuratore Domenico Fiordalisi, difatti, iha già iscritto tre persone nel registro degli indagati con le ipotesi di reato, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive.
Ma cosa facevano i tre indagati? Vediamolo insieme nella pagina successiva, basandoci proprio sulle dichiarazioni rese dagli stessi, utili a ricostruire in che modo effettuavano il loro lavoro e a cosa sono pervenuti gli inquirenti dopo un’attenta analisi. Possiamo già anticiparvi che sono davvero agghiaccianti.