David Quammen dopo aver predetto il Covid annuncia: "Attenzione, sarà peggio…" (2 / 2)

Quammen ha sempre ritenuto che tra scienziati  era ovvio che un virus avebbe determinato una pandemia.  Su questo non vi erano dubbi, ma il problema  era  quando sarebbe  accaduto che uno spillover (questo peraltro è il titolo del suo best-seller),  ovvero il passaggio di un virus da un animale selvatico a un uomo,  avrebbe causato un’epidemia, e se questa avrebbe poi potuto trasformarsi in pandemia.

Nel suo Spillover, Quammen faceva tanti esempi di come i virus si siano modificati e abbiano infettato gli uomini, mentre nel secondo libro, ossia  “Senza respiro” lo scrittore  ha raccontato le origini di questo spillover  in un modo talmente dettagliato da essere considerato il  divulgatore  per eccellenza  del Covid.

Quammen  ha spiegato perché  proprio Whuan sia stato il focolaio iniziale del Covid,  cosa c’entrano i pangolini e i pipistrelli, prendendo per mano il lettore in tutte le pagine del suo libro in cui ripercorre tutto in modo analitico eppure con un linguaccio semplice,  spiegando anche perché non è credibile che ci sia stata una fuga dai laboratori, perché i vaccini sono sicuri e perché bisogna aiutare anche i Paesi meno ricchi a svilupparli .

Quammen è fresco di rientro dal suo ultimo viaggio in Italia, dove, presso il  Teatro greco di Taormina,  ha ricevuto, al Taobuk Festival, il premio Scienza. L’esperto è convinto che,  rispetto al Covid-19, stiamo ricalcando quello che Lucrezio, quasi mille anni fa, descrisse a proposito della peste di Atene: “Alla sottovalutazione iniziale subentrò la ricerca di un capro espiatorio, poi il panico, e infine l’impulso, altrettanto irrazionale, alla rimozione. La creazione dei vaccini ha ridotto il margine di manovra del virus, che tuttavia ha già risposto con una contromossa, le «famigerate varianti”.

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In sintesi, come se il pianeta non avesse già abbastanza problemi,  alle prese con una crisi socio-economica senza precedenti, dovuta non solo agli anni durissimi della pandemia, ma anche al conflitto, tutt’oggi in corso tra Russia e Ucraina,  ha dichiarato che la prossima minaccia potrebbe essere un altro Coronavirus o un virus dell’influenza, in quanto si evolvono rapidamente, riversandosi dagli uccelli ai maiali e nelle persone. “L’influenza aviaria H5N1, per esempio, è un virus che sta là fuori, gli scienziati lo stanno osservando, non è molto pericoloso perché può infettare solo occasionalmente gli umani e non si trasmette da uomo a uomo ma con poche mutazioni, pochi cambiamenti, potrebbe diventare capace di un’efficace infezione e trasmissione negli esseri umani, e a quel punto sarebbe molto pericoloso”. L’aviaria potrebbe essere la prossima piaga. Una profezia davvero molto forte, la sua.