Sotto il cielo terso delle Alpi svizzere, la quiete ovattata della neve sembrava promettere solo il silenzio rigenerante dell’alta quota. Era un pomeriggio come tanti a Crans-Montana, dove l’eleganza delle vette nascondeva, dietro un velo di normalità, il presagio di un evento che avrebbe segnato per sempre la memoria collettiva.Lontano dalle piste battute, un gruppo di ragazzi cercava il brivido della libertà, quella spensieratezza tipica di chi si sente invincibile di fronte alla maestosità della natura.
Non potevano immaginare che, in un istante, l’equilibrio perfetto della montagna si sarebbe spezzato, trasformando la polvere bianca in una minaccia invisibile e inarrestabile.Mentre il sole iniziava a calare dietro le cime, il rumore sordo della terra che si muoveva ha squarciato l’aria, cancellando ogni traccia di gioia.
In quel momento, il tempo si è fermato, lasciando spazio a un’attesa straziante e a un senso di assurdo che ha avvolto l’intera comunità, paralizzata di fronte alla forza degli elementi.Giovanna Tranchida, una madre siciliana che vive in Svizzera da undici anni, ha osservato da lontano lo svolgersi degli eventi, sentendo vibrare dentro di sé un dolore antico e condiviso. La sua riflessione non si è fermata alla cronaca, ma ha scavato nel profondo, cercando di dare un senso a ciò che appare inspiegabile agli occhi di chi resta.

Le immagini dei soccorsi, le luci blu che tagliavano il buio della valle e il suono incessante degli elicotteri hanno costruito una scenografia di emergenza vitale. Eppure, tra le maglie della rete dei soccorritori, cresceva la consapevolezza che nulla sarebbe più stato come prima per le famiglie coinvolte in questo cambiamento improvviso.
Questa storia, tuttavia, non parla solo di un evento naturale avverso, ma tocca corde profonde che riguardano il legame indissolubile tra generazioni e la responsabilità di chi guarda. Un dettaglio emerso dalle prime testimonianze cambierà radicalmente la percezione di quello che è accaduto in quel silenzio irreale.Ma cosa è successo davvero tra i ghiacci e perché le parole di una madre oggi pesano come macigni?