
Al termine di un lungo e serrato confronto con gli inquirenti, la procuratrice Catherine Seppey ha rotto gli indugi e ha ufficialmente ordinato l’arresto di Jacques Moretti. La notizia, diffusa inizialmente dall’emittente Léman Bleu, ha trovato conferma proprio mentre si concludeva la cerimonia di commemorazione dei deceduti nell’incendio, degenerato in mattanza, di Crans-Montana.
L’uomo si trovava sotto esame per le sue responsabilità legate a quanto accaduto al bar Le Constellation, dove un rogo ha provocato la morte di diverse persone e il ferimento di oltre 116 giovani. Le accuse si muovono nel solco di una gestione che presentava lacune profonde: è emerso infatti che l’ultimo controllo sulla sicurezza del locale risaliva al 2019, nonostante le leggi del Vallese impongano verifiche con cadenza annuale.
Moretti, come riportato da Tio di Cronaca Ticino, è stato posto in detenzione al termine dell’interrogatorio e la notizia è stata ripresa da diversi siti d’informazione, secondo i quali la Procura che sta conducendo l’inchiesta, ha chiesto la custodia cautelare in cella di Jacques Moretti a causa di un potenziale rischio di fuga. Il provvedimento dovrà essere confermato entro 48 ore dal Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese.

I Moretti sono accusati di delitto colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Sono stati sottoposti a un lungo interrogatorio sulla loro situazione personale. I fatti relativi alla notte del rogo probabilmente saranno affrontati nelle audizioni successive. Mentre a Martigny personalità come Emmanuel Macron, Sergio Mattarella e il presidente della Confederazione Guy Parmelin rendevano omaggio ai giovani deceduti, l’inchiesta giudiziaria compiva il suo passo più significativo. Il consigliere di Stato Mathias Reynard, visibilmente commosso, ha ribadito che la giustizia deve essere fatta con rigore e indipendenza, presentando le scuse della comunità per le vite spezzate in quella notte di festeggiamenti
Parallelamente, la Procura di Roma ha disposto autopsie sulle salme dei giovani italiani coinvolti, segnale di un coordinamento internazionale che non intende lasciare zone d’ombra sulla dinamica dell’incendio. La posizione di Jacques Moretti si aggrava ora sotto il peso di un’indagine che cerca di fare luce sui troppi “perché” sollevati anche dalle istituzioni italiane, riguardo all’uso di materiali pericolosi e alla mancanza di controlli adeguati.