Tra le vette innevate di Crans-Montana, il silenzio ovattato della montagna è stato squarciato da un evento che ha cambiato per sempre il destino di decine di giovanissimi.
Quella che doveva essere una vacanza all’insegna della spensieratezza si è trasformata, in pochi istanti, in un incubo collettivo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore delle famiglie coinvolte.Il velo di normalità di una serata qualunque è caduto improvvisamente, lasciando spazio all’emergenza vitale e a una corsa contro il tempo per mettere in salvo quante più vite possibili. In quel momento di massima tensione, il calore della festa è diventato una paura concreta, trasformando un luogo di ritrovo in una trappola da cui fuggire prima che l’irreparabile prendesse il sopravvento.
Mentre i soccorsi si attivavano in una corsa frenetica contro gli elementi, a chilometri di distanza, i genitori ricevevano le prime, frammentarie notizie. Un’attesa straziante, scandita dal battito accelerato del cuore e dalla speranza che i propri figli fossero riusciti a scampare a quella furia improvvisa.Oggi, a distanza di tempo, la neve ha smesso di cadere, ma le domande rimangono sospese nell’aria come una nebbia fitta.

Dietro la cronaca di una notte assurda, si nascondono responsabilità ancora da accertare e una verità che fatica a emergere con chiarezza tra i faldoni della magistratura.I riflettori della giustizia si sono accesi per illuminare le ombre di quella assurdità  cercando di capire se quell’incendio potesse essere evitato.
Ma per le famiglie, la vera corsa inizia ora, tra aule di tribunale e la richiesta di un atto concreto che possa, in qualche modo, lenire un dispiacere  incolmabile.Tuttavia, proprio in queste ore, è emersa una novità che promette di cambiare il corso della vicenda giudiziaria e civile: una cifra milionaria è pronta a essere messa sul tavolo per chi ha perso tutto.