
Dopo i fatti di Crans-Montana, la fase giudiziaria entra nel vivo sotto la lente d’ingrandimento della Procura, impegnata a ricostruire il nesso causale tra l’evento e le possibili negligenze. L’avvocato Enrico Giarda, esperto penalista intervenuto sulla vicenda, ha stimato che saranno necessari almeno sei mesi di indagini per chiarire le responsabilità degli indagati e mappare eventuali omissioni prima di procedere con il processo vero e proprio.Sul fronte dei risarcimenti, si preannuncia una corsa legale di proporzioni enormi, con cifre che potrebbero toccare i milioni di euro per le famiglie colpite.
Secondo Giarda, i tempi per ottenere giustizia non saranno brevi, ma l’obiettivo è garantire un ristoro economico che tenga conto del colpo subito dai giovanissimi coinvolti e dai loro genitori.Oltre alla via giudiziaria, si sta facendo strada una proposta dal forte valore simbolico: la creazione di una borsa di studio dedicata alla memoria di chi non c’è più, un modo per trasformare il dispiacere in un’opportunità per altri ragazzi.
Questa iniziativa, sostenuta da diverse realtà istituzionali, mira a mantenere vivo il ricordo di quella notte attraverso il sostegno all’istruzione e al futuro delle nuove generazioni.Le autorità svizzere e i Carabinieri, in collaborazione con i legali delle parti lese, continuano a raccogliere testimonianze fondamentali per blindare l’accusa.

Ogni dettaglio sulle norme di sicurezza del complesso residenziale e sui sistemi di prevenzione sarà analizzato per stabilire se vi sia stata una negligenza  da parte della gestione della struttura.
L’uomo al centro delle indagini, insieme ad altri profili tecnici, dovrà rispondere dell’accusa di disastro colposo, mentre le famiglie attendono risposte definitive. In questo clima di attesa, la comunità si stringe attorno ai sopravvissuti, sperando che la verità possa finalmente portare un briciolo di pace dopo il buio di quella assurdità .