Conad, sta succedendo in questo momento: il comunicato (2 / 2)

Nell’apposita sezione del sito del Ministero della Salute sono comparse altre due allerte alimentari riguardanti altrettanti prodotti a marchio Conad , ovviamente, sono in tanti i consumatori  in attesa di delucidazioni in merito ai due provvedimenti.

Come riportato da fanpage.it, nostra fonte di riferimento per la stesura  di questo articolo,  la prima riguarda il richiamo da parte dalla catena di supermercati di tre lotti di Crema di cereali RISO biologica per bambini. Il provvedimento è stato messo in atto per rischio chimico, nello specifico la possibile presenza di un residuo di arsenico, superiore agli standard ammessi.

Sempre fanpage.it, aggiunge ulteriori dettagli, utili a individuare il prodotto ritirato, che è è disponibile in confezioni da 200 grammi, con i numeri di lotto L 11341, L11041 e L11042, e date di scadenza (TMC) 19/04/26 e 22/04/26. Bimba intossicata da formaggio in Trentino: richiamato Puzzone di Moena per Escherichia Coli. Viene distribuito dalla catena di supermercati Conad sotto il marchio Conad Baby, ed è prodotto dalla ANTAAR&S SPA, con stabilimento situato in Via Aldo Moro 3 – 27051 – Cava Manara (PV)

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La Conad, nel comunicato di specie, ha emesso ulteriori precisazioni, volte a evitare rischi per la salute dei suoi clienti, raccomandando loro, vivamente, di non consumare la crema di cereali con i TMC e i numeri di lotto sopra indicati. La seconda allerta riguarda l’insalata capricciosa, prodotta dall’azienda Santori & Schillirò e venduta in confezioni da 200 grammi.

Stavolta il motivo del richiamo è l’errore sulla data di scadenza apposta sulla confezione, che scade il 29/12/2024 e non il 29/12/2025 . Il lotto interessato è il 24304 e il marchio di identificazione dello stabilimento è IT 2366 CE. La sede è quella di Via Garganelli, 18 – 40065, Pianoro, in provincia di Bologna. Viene precisato, inoltre, che il “prodotto è sicuro fino alla data del 29/12/2024, oltrepassata questa data, il prodotto non è più sicuro e deve essere restituito al punto vendita dell’acquisto”. Chiunque abbia comprato questi prodotti, oggetto di allerta alimentare, è tenuto a consegnarli al punto vendita in cui li ha acquistati e ovviamente, a non mangiarli!