Sono passati solo pochi giorni dal tragico epilogo legato alla scomparsa di Giulia Tramontano, splendida ragazza campana, originaria di Sant’Antimo che, per diversi giorni, abbiamo cercato disperatamente, con la speranza di poter ritrovare in vita. Purtroppo sappiamo tutti com’è andata a finire la sua storia.
Sin da quando di lei si sono perse le tracce, gli italiani sono rimasti con il fiato sospeso, anche perché, oltre a Giulia, c’era il suo piccolino, il maschietto che portava in grembo da sette mesi, il piccolo Thiago, da salvare. Il suo destino era già stato deciso e proprio da colui con cui conviveva.
Il suo corpo senza vita è stato fatto ritrovare, buttato in un‘intercapedine, ai carabinieri proprio da Alessandro Impagnatiello, il 30enne, barman, suo fidanzato, nonché padre del figlio che sarebbe nato.
Nel corso della notte del 1° giugno, il barman ha confessato il femminicidio della giovane compagna. Impagnatiello, che lavorava per prestigiosi locali del capoluogo lombardo, è stato subito arrestato ed è indagato per l’ipotesi di reato di omicidio volontario, occultamento del corpo e interruzione della gravidanza.
Attualmente il reo-confesso si trova rinchiuso a San Vittore, a Milano, in una cella per i detenuti ‘a rischio al quinto raggio’. Proprio come Giulia Tramontano, un altro uomo ha aggredito la ragazza, incinta al settimo mese. Vediamo insieme i dettagli dell’accaduto, nella seconda pagina del nostro articolo.