Sotto un cielo che ha smesso di promettere serenità, il Sud Italia si ritrova a fare i conti con la forza bruta della natura. Le coste, solitamente rifugio di calma, si sono trasformate in un teatro di allerta permanente.L’aria è densa di umidità e di una strana elettricità, mentre il respiro del mare si fa sempre più corto e minaccioso. Il ciclone Harry non è più solo un nome su una mappa meteorologica, ma una presenza tangibile che preme contro i vetri delle case.
Nelle strade di molti comuni, il consueto viavai mattutino è stato sostituito da un silenzio spettrale, interrotto solo dal sibilo del vento che annuncia il peggio. Le serrande restano abbassate e le aule restano vuote in un’attesa carica di incertezza.Il contesto generale è quello di una perturbazione che non accenna a mollare la presa, imperversando con una violenza che mette a nudo la fragilità del territorio.
Ogni ora che passa, il velo di normalità si assottiglia, lasciando spazio alla preoccupazione dei residenti.Mentre le autorità monitorano i livelli dei corsi d’acqua, la terra sotto i piedi sembra farsi meno solida, segnata da un’emergenza che sta per colpire con un colpo di scena che nessuno avrebbe voluto vivere.

Tutto è pronto per l’impatto imminente, ma è tra le onde e i costoni di roccia che si sta consumando il momento decisivo di questa lunga notte. Qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato qualcosa di davvero molto particolar epurtroppo era stato annunciato che sarebbe stata una perurbazione molto forte qualcosa di davvero molto importante.